F1, Ferrari insiste: secondo team dal 2011

Formula 1: la Ferrari chiede ancora di poter schierare una terza vettura durante un incontro tenutosi a Londra tra team di F1 e tifosi dov si è anche parlato di uniformare i motori

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    In un interessante incontro tra FOTA e tifosi di Formula 1 tenutosi a Londra e organizzato dallo sponsor Ferrari Santander, sono emerse nuove e vecchie proposte per il futuro di questo sport. Tra queste la più controcorrente riguarda la Ferrari stessa che si dice ancora una volta disponibile e determinata a mettere in pista una terza monoposto da far gestire ad un team clienti privato. E ci sarebbe già il nome del candidato: trattasi del team ART di GP2, diretto con ottimi risultati nella categoria cadetta da un certo Nicholas Todt, figlio di Jean e manager di Felipe Massa.

    FERRARI. Alla presenza come moderatore del giornalista inglese James Allen, i rappresentanti delle squadredi Formula 1 hanno risposto a varie domande arrivate da tifosi e appassionati di F1. Tra i tanti spunti, Luca Colajanni, capo ufficio stampa della Ferrari, ha ribadito che la scuderia italiana sarebbe disponibile a fornire una terza monoposto ad un team privato a patto che il progetto non sia quello dell’anno precedente. L’idea nasce in risposta all’esigenza di avere più squadre in Formula 1 tenendo bassi i costi ma garantendo elevate garanzie a livello tecnico. I vantaggi sono facili da immaginare: pensate se al posto di due Virgin, due Lotus e due HRT ci fosse altre Ferrari, McLaren e Red Bull! Presenti al Forum c’erano anche Martin Whitmarsh, presidente della FOTA nonché team principal McLaren, Tony Fernandes della Lotus, Jock Clear della Mercedes GP ed il pilota Paul di Resta della Force India. Se la proposta piace ai piccoli team, fa storcere il naso i vecchi costruttori tipo Williams che non hanno risorse per competere con i giganti del momento e che vogliono continuare a farsi le macchine in proprio. Io sto con loro!

    FOTA. I team motorizzati Renault chiedono un’altra cosa sempre in prospettiva 2011. L’interesse dei francesi e della Red Bull è quello di avere potenze ancor più parificate. Nonostante gli interventi dello scorso anno, il propulsori dei transalpini viene dato inferiore come potenza di un 3% rispetto ai rivali. “Se si guarda ai dati fonometrici si può dire che abbiamo una potenza inferiore del 3% , probabilmente una trentina di cavalli. Questo può costare anche quattro decimi al giro ma fin quando non avremo un test al banco con tutti i motori non potremo mai esserne sicuri – ha dichiarato Horner - Il motore Renault è un buon motore, così come quello Ferrari. Ha dei vantaggi in guidabilità, ma preferirei avere più potenza. In termini di consumo di carburante, quando hai meno cavalli bruci meno benzina ed hai meno calore da smaltire. Ma se hai più cavalli puoi agire in modo conservativo bruciando meno benzina e conservandoti la potenza per quando ne hai veramente bisogno”, ha aggiunto il team principal Red Bull puntando il dito contro le squadre motorizzate Mercedes.