F1, Ferrari: Marchionne elogia Alonso e Montezemolo

Formula 1: nel paddock del Gran Premio del Giappone 2010 compare a sorpresa l'AD FIAT Sergio Marchionne che approfitta per fare i complimenti a Montezemolo e Alonso e dare una carica all'intero team Ferrari

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    C’era un tifoso speciale nel box Ferrari durante il Gran Premio del Giappone di Formula 1. Trattasi dell’amministratore delegato del gruppo FIAT Sergio Marchionne. L’uomo che ha portato il marchio torinese alla conquista dell’America si è fermato sul circuito di Suzuka come tappa di passaggio per alcuni incontri internazionali e, pressato dai giornalisti, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla Ferrari. Oltre ai complimenti a Montezemolo e ad Alonso, ha confermato che per il momento l’azienda di Maranello non sarà quotata in borsa.

    SERGIO MARCHIONNE. Torino-Detroit-Shanghai passando per Suzuka nell’arco di 20 ore. Sono questi i ritmi di Sergio Marchionne. Chi si aspetta di trovarlo un po’ frastornato, però, resta stupito. L’amministratore delegato FIAT è lucidissimo e risponde con precisione alle domande dei giornalisti i quali niente di meglio si aspettavano dal paddock di Suzuka. Tre i temi affrontati, primo la stagione 2010 della Scuderia Ferrari con Alonso grande protagonista; secondo, la situazione economica generale del Cavallino; terzo, le prospettive future. “Ho abbracciato Fernando Alonso per trasmettergli un po’ di energia ma lui è un grande…, ha detto Marchionne nella sua prima apparizione ad una gara dal vivo nel 2010. Il numero 1 della FIAT ha usato parole di stima anche per il Presidente Montezemolo:“Ha fatto un lavoro eccezionale perché è riuscito a coniugare la nostra realtà commerciale a quella di questo sport come gli altri hanno faticato a fare. Sta gestendo bene la Ferrari tanto che quello 2010 sarà il miglior risultato operativo della storia”. Quanto alle prospettive future, il manager ha affermato che non è in programma una quotazione in borsa né una vendita del marchio Ferrari.

    FERRARI. La presenza di Marchionne ha gasato l’ambiente ma dal Gran Premio del Giappone arriva un risultato che può essere considerato come obiettivo minimo. Alonso è sì salito sul podio ma ha concluso dietro ai due suoi rivali più diretti Vettel e Webber. La macchina è sembrata tornata inferiore alla concorrenza e lontana parente di quella che ha dominato con autorevolezza le due gare che hanno preceduto questa di Suzuka. Ad ogni modo, dopo la prova appannata della McLaren, il cerchio dei candidati all’iride sembra essersi ristretto da 5 a 3 nomi. Almeno questa è una buona notizia.