F1, Ferrari: Marchionne in stile Drake, scarica Alonso e punta al prestigio del brand

Formula 1: nel weekend del GP del Giappone 2014 arrivano importanti sviluppi sull'addio di Alonso alla Ferrari e sulle nuove strategie di Marchionne per il Cavallino Rampante

da , il

    F1, Ferrari: Marchionne in stile Drake, scarica Alonso e punta al prestigio del brand

    Proprio dal Gran Premio del Giappone 2014 di Formula 1 ci aspettavamo delle grandi novità in merito al futuro di Fernando Alonso e della Ferrari. Del rapporto ormai corrotto tra pilota spagnolo e team italiano, infatti, vuole approfittare la Honda per presentarsi alla grande ai nastri di partenza della stagione 2015, quella della nuova partnership tecnica con la McLaren. Non c’è traccia di dichiarazioni ufficiali che annuncino verità assolute. Ma tra le righe del nuovo corso Marchionne, tutto appare chiaro. Chiarissimo. E neppure troppo deprecabile, a voler ben vedere, da parte dei tifosi del Cavallino Rampante. Ecco quanto.

    Ecco quanto, dicevamo: la scuderia Ferrari di Formula 1 dell’era Marchionne, purché solo agli inizi del ciclo, sta prendendo una rotta che, se confermata, sarebbe molto interessante poiché molto più vicina ai dettami del Drake rispetto a quelli di Montezemolo. L’ex presidente ha ottenuto successi con questa tecnica: prendo il pilota nettamente più forte che c’è in giro, lo circondo di persone di sua fiducia e cerco di dargli la miglior macchina possibile. Con Michael Schumacher è stato un ripetersi di trionfi. Con Fernando Alonso no. E qui è cascato l’asino. Qui Marchionne ha pensato bene di invertire la rotta facendo tornare la Ferrari alle origini. Forse.

    | GP GIAPPONE 2014: ORARI TV E PROGRAMMAZIONE |

    L’equazione è semplice: avere il miglior pilota ma non vincere, significa non essere capaci a fare buone macchine. Visto che la Ferrari è la Formula 1 ma anche che la Formula 1 è la massima categoria dello sport a motore, non vincere significa per il Cavallino avere dei seri problemi di immagine. Se, poi, il pilota non è in discussione poiché il più forte al mondo, allora è chiaro che i guai stanno nella vettura. Avere un asso del volante che sminuisce, scredita, rovina l’immagine di professionalità estrema di chi lavora all’interno della fabbrica è semplicemente inaccettabile. Così la pensava il Drake. Così la pensa Marchionne che, a differenza di Enzo Ferrari, deve pure curare l’imminente quotazione in borsa dell’intero gruppo FCA.

    Il sogno di Ferrari, così come di ogni costruttore di automobili, è quello di far vincere il titolo mondiale ad un pilota di seconda fascia. Un pilota mediocre che batte i top driver solo grazie alla superiorità del suo mezzo è una libidine mostruosa per un costruttore. Viene evidente, seguendo questo ragionamento, quanto l’ingombrante figura di Fernando Alonso sia scomoda e fuori posto oggigiorno.

    Tant’è che lui dichiara:“Continuo ad anteporre al mio interesse personale quello del team, dei tifosi e di un marchio come Ferrari che è più grande di chiunque di noi”. Classica frase pilotata dall’ufficio stampa che fa ben capire quale sia il nuovo corso. Nel frattempo, dal Salone dell’auto di Parigi, Montezemolo e Marchionne, a braccetto, sparano:“Fernando sta parlando con Mattiacci. Si troverà la migliore soluzione. La Ferrari, comunque, è un bene superiore che viene prima di qualsiasi fornitore o collaboratore”. La fine del giallo è vicina. Due gli scenari uniti da un solo concetto: il Cavallino Rampante deve riprendersi la reputazione perduta. Uno improbabile: Alonso accetta di cambiare completamente atteggiamento da qui all’eternità e si mette a fare il semplice soldatino al servizio della causa Ferrari. L’altro ad un passo: l’asso di Oviedo se ne va a cercare fortuna altrove con il benestare della scuderia di Maranello che non gli chiederà di versare neppure le penali previste in caso di rescissione anticipata del contratto.

    Twitter: @pierimanuel