F1, Ferrari: una donna con la Ferrari Driver Academy, è Marta Ariza

Formula 1: la Ferrari Driver Academy ospita per la prima volta una donna

da , il

    marta ariza prima donna pilota ferrari fda

    Foto: Ferrari

    Il nuovo corso Ferrari ha deciso di investire pesante sui giovani talenti dando maggiore impulso alla Ferrari Driver Academy guidata da Luca Baldisserri e fondata ormai cinque anni fa. In quest’ottica, è stata organizzata in questi giorni a Maranello la Santander Driving Experience che ha visto in azione quattro giovani: lo statunitense Jake Craig, il messicano Axel Matus, il brasiliano Pietro Fittipaldi, nipote del famoso Emerson e Marta Ariza. La ragazza spagnola, vincitrice dell’edizione 2013 della Beca Santander-RFEdA Jóvenes Promesas, così come i suoi colleghi ha avuto la possibilità girare sulla pista di Fiorano guidando una monoposto di Formula 4. E’ la prima volta che il gentil sesso guida una monoposto con i colori del Cavallino Rampante. Il più esperto Fittipaldi ha provato anche le sensazioni della Formula 3.

    FDA: il senso di un progetto

    “Quando siamo partiti gli obiettivi erano due, perché oltre al desiderio di trovare il pilota del futuro, allo stesso tempo volevamo puntare su un’esperienza basata sul lavoro di gruppo – ha ricordato Baldisserri su ferrari.com – Lo scopo primario era e rimane quello di far crescere dei giovani talenti attraverso un programma che si occupa della loro preparazione a 360 gradi, dalla preparazione atletica all’allenamento mentale, dai test in pista alle sessioni al simulatore, seguendoli passo dopo passo nella loro attività agonistica”.

    FDA: difficile entrare, difficilissimo restare

    Il responsabile del progetto FDA ha spiegato che i criteri di selezione per accedere all’ambito programma per giovani talenti sono molteplici e, per certi versi, meno scontati di quelli utilizzati da altre scuderie di Formula 1 che mirano sostanzialmente solo ai risultati ottenuti nelle categorie minori:“Oltre ai risultati è importante individuare in questi ragazzi una grande motivazione e la capacità di seguire i programmi di allenamento. Generalmente siamo noi dell’Academy a raccogliere informazioni sui soggetti da tenere in considerazione, anche se talvolta ci affidiamo a driver scout esperti sparsi in tutto il mondo. Una volta invitati a Maranello, i giovani piloti vengono sottoposti ad un colloquio e, a seguire, a check-up approfonditi, cui fa seguito un programma di test in pista”. Non solo è difficile entrare. Ma è anche complesso mantenersi il posto:“Trattandosi di un’accademia e non di un ente benefico, alla luce dell’impegno dimostrato durante la loro permanenza a Maranello i ‘prescelti’, anche se sotto un contratto di lungo termine con Ferrari, vengono riconfermati anno per anno. Vestire una maglia con il Cavallino Rampante e frequentare le strutture di Maranello non significa essere arrivati. Questo è solo il primo gradino di una scala molto ripida”, ha precisato Baldisserri facendo capire come mai in questi 5 anni non siano poi emersi ancora dei veri talenti. La selezione è molto esigente. Forse troppo secondo alcuni…

    I partner della FDA

    Non potendo contare su team propri nelle categorie minori, la Ferrari Driver Academy ha stretto importanti collaborazioni con scuderie storiche per garantire ai giovani il massimo supporto in qualunque categoria si trovino a gareggiare dai kart alla Formula 3. Un importante partnership tecnico-sportiva è siglata con Prema che rappresenta il miglior team italiano nel settore. Dopo la Formula 3, l’obiettivo della FDA diventa quello di piazzare i propri giovani in GP2 che, stando alle parole di Baldisserri, è la miglior strada:“E’ una serie che affianca la Formula 1, ne condivide le piste e soprattutto utilizza gli stessi pneumatici. Al di là dei risultati riteniamo questa esperienza un’importante occasione per farsi notare, in un mondo in cui opportunità di questo genere diminuiscono insieme al numero di test a disposizione”.