F1, Ferrari vuole la terza auto: oggi si tratta a Ginevra davanti alla Commissione F1

Formula 1: oggi a Ginevra si sta riunendo la Commissione F1 per discutere sulla proposta Ferrari di schierare in pista la terza vettura

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    C’è una vecchia proposta che torna prepotentemente e senza aver fatto fin qui troppo rumore sul tavolo delle trattative della nuova Formula 1. Quella che prenderà vita tra un paio d’anni. La Ferrari vuole poter schierare una terza macchina da affidare, magari, ad un team satellite. Contrari altri costruttori storici come la Williams che, in un alleanza tutta inglese, vede anche l’importante supporto della McLaren. Di questo e di altri argomenti stanno discutendo i capi del Circus a Ginevra davanti alla Commissione F1. In ballo anche decisioni importanti sul cambio del nome di alcune scuderie quali Renault-Lotus, Virgin-Marussia e Lotus-Caterham

    TERZA AUTO - FORMULA 1. A volte ritornano. Il concetto di terza auto in Formula 1 è più che discusso. Da una parte c’è chi vorrebbe rimpolpare lo schieramento con monoposto competitive da “vendere” a terzi a prezzi molto più accessibili di quelli necessari per costruirsi in proprio un bolide del genere. Dall’altra c’è chi vuole l’indipendenza nel crearsi le proprie vetture ritenendo che il bello della F1 sia innanzitutto il confronto tra idee e progetti differenti. Il rischio, secondo questi, è che nel giro di pochi anni la massima categoria motoristica faccia una brutta fine con sempre meno marchi in gara e, quindi, meno interesse per il pubblico. Vedi il caso della MotoGP dove, ormai, è una lotta solo tra Honda e Yamaha. Il dibattito è aperto. Soprattutto oggi a Ginevra dove la Commissione F1 si sta riunendo per prendere una decisione che avrà i suoi effetti a partire dal 2013. La Ferrari spinge per il “sì” e beneficia dell’appoggio di Bernie Ecclestone. L’idea è quella di far correre con la terza macchina dei giovani talenti emergenti. Contrari alla proposta sono quelli di McLaren, Williams e Red Bull. Ironia della sorte, proprio la Red Bull fino allo scorso anno, tramite dei cavilli, riusciva a schierare non tre ma addirittura quattro monoposto sfruttando il nome Toro Rosso. Nota a margine, la commissione dovrà discutere anche di presunti aiuti arrivati nel 2011 da Milton Keynes a Faenza.