F1, film su Senna: video trailer e intervista

Formula 1: video trailer e intervista con lo sceneggiatore del film Senna, dedicato alla vita del compianto pilota Ayrton Senna, divenuto un mito dello sport a motore

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    Il film “Senna”, dedicato alla memoria del pilota divenuto mito, Ayrton Senna, uscirà a breve nei cinema d’Italia. Nel frattempo è già stato premiato al Sundance Film Festival come miglior film documentario e sarà proiettato a maggio anche al Festival del cinema di Cannes. Riportiamo i passaggi più importanti di un’intervista rilasciata dallo sceneggiatore indiano Manish Pandey il quale ha lavorato sul progetto cercando di fondere i momenti più toccanti della carriera sportiva del pilota brasiliano con quelli inediti della vita privata.

    FILM SENNA. Il progetto nasce nel 2004 quando il produttore James Gay-Rees decide di fare un film sulla vita di Ayrton Senna. Manish Pandey, grande appassionato di Formula 1 e fan accanito di Senna, è lo sceneggiatore giusto. “Mi sono perso solo sei gare da quando avevo tredici anni e solo due con Senna. Lo adoravo, sono una piccola enciclopedia su Senna e sulla Formula 1 - spiega Pandey – Per me, la grande sfida di questa storia era di spiegare davvero la vita di Senna, che per il 90% delle persone è solo ‘il pilota che è morto’. Lui era una persona speciale”.

    AYRTON SENNA. Scopo del documentario è quello di ricordare, omaggiare ma anche raccontare a più persone possibili chi fosse realmente Ayrton Da Silva. “Un mio caro amico lo riassunse dicendo che non guidava solo su una pista di asfalto, ma su una pista spirituale – racconta lo sceneggiatore che ha deciso di chiamare il suo lavoro semplicemente “Senna”Il suo obiettivo era di battere se stesso e lo faceva ogni settimana. Veniva davvero da un altro mondo. Mostrare davvero il suo lato umano e, in un certo senso, divino, catturare questo in un film senza essere buffi o sentimentali, è ciò che abbiamo voluto ottenere.” In molti saranno concordi nell’affermare che è impossibile parlare di “the magic” senza entrare in un universo spirituale. “A suo modo, ammise di aver visto dio quando divenne campione del mondo per la prima volta in Giappone, tagliando il traguardo. Questo non si può ignorare, ma bisogna farlo in modo delicato e nel giusto contesto. Solo così si capisce che non era matto, ma aveva un profondissimo credo”, aggiunge Pandey.

    FORMULA 1. E’ sempre stato difficile girare un film sulla Formula 1. Questo è innanzitutto un documentario. Non ci sono attori. Ci sono immagini storiche e inedite montate con attenzione maniacale. L’autore indiano si focalizza sulla figura mitica di Ayrton Senna ed ammette:“Se io avessi inventato tutta questa storia, la gente non ci crederebbe. A volte la realtà è più potente della fantasia. Ci accusano di aver reso Prost il cattivo del film, ma non lo è. Prost era il suo rivale. Se c’è un cattivo nel film, è il denaro e la politica dello sport, che è simboleggiata da Balestre. Di nuovo, un personaggio che non si poteva inventare così bene: un grosso signore francese, che indossava gli occhiali scuri, la camicia e la giacca nere, che andava in giro con un braccialetto…”. Gli ingredienti per un grande spettacolo ci sono tutti. Una grande storia, un grande eroe ed un grande passione del narratore nel raccontarla. Fate il conto alla rovescia. E buona visione.