F1: gli 8 Gran Premi più belli del 2012 [VIDEO]

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    Dopo i sorpassi più belli dell’anno, non potevamo non presentare anche un resoconto dei Gran Premi più avvincenti della stagione 2012 di Formula 1. Al termine di una selezione crudele e, per certi versi, ingiusta ne sono rimasti 8 che per motivi diversi meritano di restare scolpiti nella storia di questo fantastico sport! 8 su 20 è un numerone. Ma l’annata è stata davvero spettacolare, combattuta, imprevedibile ed incerta. Malesia, Canada, Europa, Belgio, Italia, Abu Dhabi, Stati Unti e Brasile sono le nostre proposte: ora diteci voi quale ritenete sia stato il Gran Premio più bello in assoluto?

    Gran Premio della Malesia

    L’elemento acqua sa come tenerci attaccati al televisore. Nel Gran Premio di Malesia si parte con l’asciutto per poi dover montare le gomme da bagnato dopo pochi giri. La pioggia aumenta così tanto di intensità da costringere i commissari a sospendere la gara per quasi un’ora. Alla ripartenza abbiamo una situazione ideale per goderci un grande spettacolo. Un fantastico spettacolo per i ferraristi che esultano increduli: nonostante la problematica F2012, Alonso è primo! Brivido nel finale con Perez che prova ad impensierirlo sfruttando una Sauber ottimamente bilanciata. Il messicano, però, commette un errore e decide di accontentarsi del secondo gradino del podio. Risultato comunque storico per lui e per il team.

    Gran Premio del Canada

    A Montreal non importa che piova per vedere gare emozionanti ed imprevedibili. Sono le Pirelli le vere protagoniste. Si gioca di tattica. La Ferrari tenta l’azzardo di una sosta in meno dovendosene pentire amaramente. E’ l’audacia McLaren che viene premiata dalla sorte portando Hamilton ad un bel successo in rimonta.

    Gran Premio d’Europa

    Per Alonso è come aver vinto il titolo mondiale. Davanti ai suoi connazionali, vive il giorno perfetto. Partito undicesimo, rimonta posizioni con facilità ed approfitta dell’ingresso della safety car per arrivare a tiro di vittoria. Il ritiro di Vettel gli spiana la strada verso il successo. Incidenti e grandi sorpassi condiscono un piatto già ricco.

    Gran Premio del Belgio

    L’incidente alla prima curva, come si usa dire, vale il prezzo del biglietto. Amaro per McLaren e Ferrari, dolcissimo per la Red Bull. Sul circuito di Spa-Francorchamps, però, ci si può divertire anche senza far volare pezzi di carbonio per aria o distruggere qualche monoposto. Basti pensare al sorpasso di Raikkonen su Schumacher all’Eau Rouge o alle manovre di Vettel dopo Blanchimont. Alla fine vince Button.

    Gran Premio d’Italia

    Riecco le tattiche a spostare l’ago della bilancia. Ma non solo. Si comincia con l’ennesima partenza spettacolo della Ferrari di Alonso che, causa un problema in qualifica, si trovava al decimo posto quando si sono spenti i semafori del primo giro. Ci si mettono vari e svariati sorpassi effettuati ad oltre 300 km all’ora. Si aggiungono colpi di scena clamorosi come il doppio ritiro delle Red Bull e si conclude con un finale thrilling causa eccessivo degrado degli pneumatici Pirelli. Hamilton vince. Perez ed Alonso sono sul podio.

    Gran Premio di Abu Dhabi

    Man mano che ci si avvicina alla fine della stagione, è la posta in palio a mettere quel sale in più nel valutare le più belle gare del 2012. Esempio classico è Abu Dhabi. Vettel viene penalizzato al termine delle qualifiche e parte ultimo. Riesce a concludere al terzo posto una grande rimonta grazie anche alla safety car che entra per l’incidente che coinvolge Webber, Grosjean, Pérez e di Resta. Il vincitore è l’atteso (da tempo) Raikkonen che approfitta del clamoroso ritiro di Hamilton e lascia ai posteri una citazione per sempre “I know what I’m doing”. Alonso è secondo dopo un bel duello con Maldonado.

    Gran Premio degli Stati Uniti

    Per la prima volta da almeno vent’anni, più indietro con la memoria non mi spingo, si ha l’impressione che la Formula 1 abbia fatto qualcosa di buono negli Stati Unti. Citiamo il Gran Premio del Texas sostanzialmente per questo motivo. Il tracciato è da urlo. Le emozioni, pertanto, non mancano. Vettel è in pole position ma deve cedere la vittoria ad uno scatenato Hamilton dopo un duello tiratissimo. Alonso è il solito mastino rabbioso in partenza (veramente esagerati i suoi primi giri). Alla fine chiude al terzo posto.

    Gran Premio del Brasile

    Il giorno del giudizio non delude le più esigenti attese. Succede di tutto al “povero” Vettel. Il deluso a fine giornata, però, è Fernando Alonso. 300 e passa chilometri con il fiato sospeso cercando di capire quale altro colpo di scena sarebbe potuto arrivare: o dal cielo sotto forma di pioggia che va e viene; o dalla pista con un ritiro del tedesco che ha corso tutto il GP con una Red Bull seriamente danneggiata causa incidente al primo giro. Con Alonso che non riesce ad andare oltre al terzo posto, gli basta un settimo posto per essere campione del mondo. Alla fine, tra cambi gomme pazzoidi e tattiche sull’orlo di una crisi di nervi, Vettel chiude sesto controllando la situazione. Ma che paura al muretto tra Chris Horner e Adrian Newey…