F1 GP Silverstone 2012, Alonso: 18 punti d’oro!

Formula 1: la Ferrari ed Alonso analizzano ancora la sconfitta di Silverstone e ribadiscono che non ci sono rimpianti

da , il

    Gp Silverstone 2012 , Alonso e la Ferrari sul podio

    Quale tifoso della Ferrari, alla vigilia, non avrebbe firmato per un secondo posto? Fernando Alonso ha di che sorridere al termine del Gran Premio di Silverstone di Formula 1 2012. Certo, aver perso la testa della corsa a quattro giri dalla fine brucia. Ma il secondo gradino del podio è comunque un ottimo risultato e la consapevolezza che ci sarebbe stato ben poco da fare per cambiare il destino del GP di Gran Bretagna affievolisce ulteriormente i rimpianti. In un campionato così serrato, 18 punti valgono come una mezza vittoria. E poco importa se più in alto sale il rivale più vicino in classifica. Mark Webber merita massimo rispetto ma non fa la stessa paura di Sebastian Vettel che, stavolta, resta dietro. Peggio ancora va a Lewis Hamilton. All’appello dei piloti da tenere in seria considerazione per la conquista del titolo iridato, da qualche gara a questa parte, di volta in volta, manca sempre un nome di più.

    Fernando Alonso: “Qui non si vince il titolo, ma lo si può perdere”

    Il lunedì mattina, dopo ogni gara di Formula 1, è il momento di ascoltare il ragionier Alonso. Anche al termine del GP di Gran Bretagna, il pilota della Ferrari fa i suoi conti:“Quando fai quasi tutta la gara in testa e vieni sorpassato a pochi giri dalla fine hai un po’ di amaro in bocca ma poi rifletti un momento, guardi la classifica e pensi che il bilancio di questo Gran Premio sia molto positivo. Abbiamo proseguito sulla strada giusta: quattro podi nelle ultime cinque gare e il quinto mancato soltanto a pochi giri dalla fine sono una bella striscia di risultati che ci ha permesso di essere in testa al Mondiale”. E’ la continuità nei risultati la vera ed unica arma segreta della scuderia italiana. Almeno fino a questo momento:“Siamo in una fase importante del campionato: non è qui che si vince il titolo ma qualcuno può iniziare a perderlo e siamo contenti di aver guadagnato terreno sulla maggioranza dei nostri avversari diretti - ha proseguito Alonso - Dobbiamo continuare così nelle prossime due gare, cercando di salire sempre sul podio. Poi dobbiamo lavorare molto sulla velocità di punta, soprattutto pensando a circuiti come Spa e Monza”. Il pilota spagnolo spiega come sia maturata la decisione di partire, a differenza dei rivali diretti, con gomme dure per chiudere la corsa con quelle morbide:“Abbiamo iniziato con le gomme che per noi erano migliori, con l’obiettivo di accumulare quanto più vantaggio possibile sugli inseguitori per cercare poi di gestirlo nell’ultima parte. Ci siamo riusciti per tutti tranne che per uno dei nostri avversari, il che era comunque piuttosto prevedibile. A Valencia abbiamo vinto in un weekend in cui la Red Bull sembrava irraggiungibile, qui abbiamo lottato con loro fino alla fine: se ci avessero detto giovedì pomeriggio che saremmo tornati a casa con 18 punti all’attivo ci avremmo subito messo la firma”. Secondo l’asturiano, la Red Bull resta l’avversario da battere ma sarebbe sbagliato sottovalutare la McLaren:“La Red Bull è molto forte ma non si può certo dire che la McLaren sia tagliata fuori perché qui ha avuto un brutto fine settimana e poi c’è sempre una Lotus velocissima. C’è tanto da fare ma, come abbiamo detto diverse volte, siamo sulla strada giusta.”

    Pat Fry: “Scelta la strategia migliore”

    Pat Fry spiega la scelta strategica che tanto sta facendo discutere i tifosi della Ferrari. Ha fatto bene Fernando Alonso a partire con le gomme dure? Probabilmente sì. Avesse usato inizialmente le morbide, non sarebbe riuscito a mantenere la prima posizione al termine del primo stint. “Non avevamo molti punti di riferimento sul comportamento degli pneumatici perché avevamo avuto solamente FP3 a disposizione per saggiarne la prestazione, soprattutto sulla lunga distanza. Anche per questo motivo abbiamo scelto di differenziare la strategia fra i due piloti e, tutto sommato, non abbiamo alcun rimpianto, alla luce di come sono andate le cose: è chiaro che, con le Soft, entrambe le Red Bull erano più veloci di Fernando e dobbiamo cercare di capire come possiamo migliorare il rendimento degli pneumatici in situazioni simili per il futuro”, ha dichiarato il direttore tecnico del Cavallino Rampante. “E’ un campionato molto serrato, in cui è fondamentale portare sempre a casa il massimo possibile. Credo che oggi abbiamo centrato questo obiettivo - ha proseguito Fry - Dobbiamo continuare a spingere sullo sviluppo della vettura perché non siamo ancora i più veloci: c’è ancora molto da lavorare per raggiungere questo traguardo. Aver lottato per la vittoria con Fernando e per il podio con Felipe è la conferma della competitività del nostro pacchetto”.