F1 GP Silverstone 2012, asfalto abrasivo per le gomme Pirelli [VIDEO]

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    F1   BRITISH GRAND PRIX 2011

    Resta il tempio dei motori, nonostante i cambiamenti che ne hanno stravolto le caratteristiche. L’ultimo intervento, targato 2010, ha aggiunto a Silverstone un tratto guidato con 5 curve, quanto basta per incrementare ancora i livelli di carico aerodinamico richiesti sul tracciato del Gran Premio di Gran Bretagna.

    Le gomme Pirelli scenderanno in pista con la mescola dura e quella morbida, per affrontare un asfalto abrasivo e con temperature che hanno un ampio range di oscillazione. Lo scorso anno si partì con le intermedie per concludere con un pallido sole a illuminare l’arrivo vittorioso di Alonso.

    Tecnicamente Silverstone è impegnativo sulle gomme non soltanto per la tipologia d’asfalto, ma anche e soprattutto per il susseguirsi di curve ad alta velocità, che scaricano sulle gomme un’elevata energia e, di conseguenza, temperature molto alte. Basti pensare che alla curva Copse, in fondo al vecchio rettilineo di partenza – curva da affrontare a 290 km/h – le gomme sul lato esterno, quelle di sinistra, raggiungono i 110° C con 5G di accelerazione laterale.

    E non c’è respiro nemmeno nell’affascinante sequenza delle Maggotts, Becketts e Chapel: cinque cambi di direzione sinistra-destra in cui è fondamentale il carico aerodinamico e un set-up delle sospensioni perfetto. Infatti, tra gli altri punti chiave di Silverstone c’è l’irregolarità dell’asfalto, con diversi sobbalzi che non facilitano il mantenimento della traiettoria impostata.

    Dopo il rettilineo in uscita dalla Chapel si va verso la veloce Stowe, dove nel 1999 ebbe l’incidente Schumacher. Curva in appoggio, che proietta verso la staccata decisa della Vale. In uscita, fino al 2010, era un’accelerazione continua con le gomme di sinistra molto sollecitate, per giungere alla chicane della curva Club, là dove adesso è stato posizionato il rettilineo di partenza/arrivo del circuito International. Inizia qui il complex di cambi di direzione che porta alla parte lenta di Silverstone, la sequenza Arena, per poi tornare verso il tracciato originario con un’entrata più veloce nella Brooklands, che anticipa la Luffield. Addio al passaggio in pieno sotto al ponte della curva Bridge, prima della staccata Priory, dove Trulli fu vittima di uno spettacolare incidente ai tempi della Renault. E’ una Silverstone diversa, che forse ha perso un po’ del suo fascino, ma resta pur sempre un’icona della Formula 1.

    Lo scorso anno le coperture Pirelli più dure non vennero impiegate, visto che si partì con gara bagnata e poi si montarono le sole gomme morbide.