F1 GP Silverstone 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Silverstone 2012

da , il

    Gp Silverstone 2012 , pagelle

    Ecco le pagelle di Silverstone 2012! Il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 mette in luce due personaggi. Uno è il solito Fernando Alonso. Resta il mistero su cosa sarebbe successo se la Ferrari lo avesse fatto partire con le gomme morbide marcando la tattica dei suoi diretti rivali. Tutte le altre sono certezze: la F2012 c’è. Il mastino di Oviedo pure. L’altro è ovviamente Mark Webber. L’australiano è pressoché perfetto. Da notare che una grande fetta del successo di domenica se la costruisce nelle pazze qualifiche del sabato. Possiamo credere, infatti, che se Vettel avesse fatto meglio di lui, a quest’ora staremmo celebrando il tedesco. Lo stesso dicasi se nella piazzola due ci fosse stato uno a caso tra Raikkonen e Grosjean.

    Webber: il riformatore

    Non so voi come la vedete. Francamente a me la storia di Mark Webber va un po’ stretta. Nel 2010 si presenta all’ultimo Gran Premio della stagione con più punti in classifica di Sebastian Vettel. All’epoca entrambi stavano a zero titoli. l’Australiano non aveva sfigurato affatto nel corso dell’intera stagione. Ad Abu Dhabi sappiamo come andò. La potrebbero correre altre 1000 volte quella gara e Vettel non sarebbe mai campione del mondo. Webber forse sì. Nel 2011 sprofonda nell’oblio. Nel 2012, però, resuscita e torna a domare quel Sebastian che, nel frattempo, ha fatto scorpacciate di record, vittorie e riconoscimenti. Dicevo, questa storia mi va un po’ stretta. Mi rimane indigesta l’idea che si possa essere fenomeni ad anni alterni e che sulle sue amnesie si debba giudicare il talento di Vettel. L’osservazione si chiude qui. Senza sentenze. Senza commenti. Di seconde guide ne ho viste tante: Berger con Senna, Irvine e Barrichello con Schumacher, Hill con Prost, Massa con Alonso. Nessuna ha saputo tenere la testa così tanto alta. Quanto al GP di Gran Bretagna, Webber si merita un 9 per le qualifiche bagnate ed un 9 per la gara. E’ l’unico ad approfittare dell’afflosciamento di Alonso. Voto totale: 10. Con uno smile dedicato a chi non torna il conto…

    Alonso: amarcord mancato

    C’è stato un momento verso metà GP di Silverstone 2012. Avete presente quel momento in cui Andrea Stella, parlando in italiano, esprimeva a Fernando Alonso le proprie considerazioni sulle opzioni strategiche? Per un attimo, è sembrato di essere tornati indietro di dieci anni. Dal passato è arrivato un aroma di noiosa vittoria in salsa antica. Una roba alla Schumacher. Sono state le Pirelli morbide a guastare la festa. Voto 9 ad Alonso. Le pagelle stavolta devono tenere di conto – e bene – anche quello che è successo al sabato sotto il diluvio.

    Vettel: confusi noi, felice lui

    Voto 7. Un podio è sempre un podio. Ma doveva fare di più. Strano: per la prima volta lo vediamo sconfitto e sereno. Felice. Lui. Confusi, noi. Noi che non capiamo cosa abbia da dirsi soddisfatto. Alonso gli dà qualche altro punto di distacco in classifica. Webber (vedi sopra) lo ridimensiona e si allontana. C’è poco da stare allegri. Pensate un attimo. Se la stagione 2011 non fosse mai esistita, che opinione avreste di un pilota come Vettel che, di fatto, ha le stesse prestazioni del suo compagno di squadra? Per carità, la stagione 2011 è esistita e nessuno la può cancellare. Ma, alla luce dei fatti del 2010 e del 2012, si può ragionevolmente supporre che quell’anno ci siano stati dei demeriti in Webber più che dei meriti in Seb. Mah! Senza rancore, mi raccomando. Se non ci pensasse il sottoscritto…

    Massa: dove è il problema?

    Massa c’è. Massa c’è. Massa… che? E’ tornato davvero il buon Felipe Massa in versione Barrichello. E’ proprio questo il pilota che a Maranello stanno cercando. Una buona seconda guida che porta a casa punti importanti e non rompe troppo le scatole al Re delle Asturie. Voto 7,5. Altri due GP così e Webber se ne resta in Red Bull. Qual è il problema, quindi? Il problema va visto in questi termini. E se il prossimo anno viene di nuovo sfornata una macchina che non si adatta al suo stile di guida? Porello…

    Raikkonen: somebody to love

    Stavolta ci piace. Freddo duro e un po’ sfortunato. Capace comunque di raccogliere un buon risultato ma incapace di metterci l’exploit tanto agognato dai suoi tifosi. Sono gare come questa – tutto cuore – che gratificano chi lo ama. Voto 8. La vittoria resta un sogno. Ma va bene così, perché… perché l’attesa del piacere è essa stessa piacere… o no?

    Grosjean: l’alter ego

    Romain ha molto in sé di Raikkonen. Di questo, però, parlerò dopo. Prima devo togliermi il dente: ok, ha fatto bum anche stavolta alla partenza. Ma non mi sento di dargli troppe colpe. Stavolta. Dove vuole arrivare senza mettere la testa a posto, mi sono chiesto? Poi ho capito che va bene. Va bene così. Voto 7. Dicevo, Raikkonen e Grosjean sono molto più simili di quel che si creda. Non è un caso che il francese metta in crisi l’uomo di ghiaccio. E’ veloce. Ha talento. Se ne frega. Rispetto al biondo di Espoo è un po’ più estremo. In tutto. Capelli compresi. Ps. Ma vi ricordate quando il Kimi veniva chiamato “sfasciamacchine” da quelli della McLaren? Un’era fa. Tutto vero.

    Schumacher: pan per focaccia

    Schumacher ha invertito la rotta. Mai così forte dal 2006. Voto 8. Prima la Mercedes, pur non ammettendolo, si vergognava di lui. Si vergognava come quello che esce con una ragazza troppo brutta per farla vedere agli amici. Ora è la macchina di Ross Brawn a non meritarlo. Prima che la Ferrari diventasse imbattibile, eravamo a fine anni ’90, i tedeschi la chiamavano cetriolo rosso e consigliavano al Kaiser di lasciare Maranello per non sprecare altri anni del suo talento invano. Ora il cetriolo è toccato a loro e si è dipinto d’argento. Ne facciano quel che credono…

    Hamilton: crisi d’identità

    Si possono trovare difetti alla gara di Hamilton? Penso di no. Voto 8 +. Le colpe sono tutte della McLaren. Possono e devono riprendersi immediatamente. Altrimenti Lewis comincerà ad avere la sindrome di Jarno Trulli. Bello, bellissimo ma mai con il sedere su un mezzo vincente. Sono malattie dalle quali non ci si riprende più.

    Senna: gioco di squadra

    Chi va piano, arriva a punti. Anche stavolta sfrutta il gioco di squadra. Grazie a Maldonado che fa pulizia di avversari, lui si trova in nona piazza. Un po’ troppo poco. Voto 5.

    Button: standard minimo

    Ha una media da zona salvezza. E la sfortuna di chi non è proprio nel suo anno migliore. Voto 6 meno. Non lascia i suoi tifosi con le mani vuote.

    Da zero a dieci

    Voto zero: alla sola idea che, in caso di pioggia, avremmo assistito ad una partenza dietro alla safety car. La sicurezza va sempre al primo posto, per carità. Però… però una volta era diverso. A dirlo non è un nostalgico di professione. Voto dieci: ad Andrea Stella che da un po’ di tempo a questa parte ha deciso di parlare ad Alonso in italiano durante le comunicazioni via radio della gara. Per risvegliare l’orgoglio tricolore, meglio questa trovata che il bandierone dipinto sull’alettone posteriore della F150 del 2011.