F1, Hakkinen difende Verstappen

Dopo l'incidente con Grosjean a Montecarlo, trova il supporto dell'ex iridato e di Lammers

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    Per i commissari del Gran Premio di Monaco, l’errore è tutto di Max Verstappen. Cinque posizioni di penalizzazione in griglia, da scontare in Canada e due punti in meno sulla patente. Si conclude così l’incidente che ha visto protagonista il giovane pilota della Toro Rosso, andato addosso alla Lotus di Romain Grosjean nelle battute conclusive del gran premio a Montecarlo.

    C’è chi non ha usato mezzi termini, bollando il comportamento di Verstappen come pericoloso. Ma non è d’accordo con Felipe Massa, Mika Hakkinen.

    I commenti

    Già nelle ore successive alla conclusione della gara, Verstappen aveva accusato il francese della Lotus di aver frenato in anticipo di 10-15 metri sul punto di staccata tradizionale, una manovra che lo avrebbe colto di sorpresa. A guardare bene le immagini del cameracar si nota una notevole differenza improvvisa di velocità ed è poco credibile che volesse tentare l’attacco in quel punto Verstappen. «Grosjean era su una traiettoria diversa nei giri precedenti e andava anche a una velocità diversa. Penso che se non avesse cambiato velocità e traiettoria, probabilmente la manovra di sorpasso sarebbe andata a buon fine», commenta Hakkinen.

    Ma va anche oltre, bollando come sbagliata l’applicazione della penalità. Di sicuro c’è stato uno sviluppo potenzialmente pericoloso nell’incidente, tuttavia appare eccessivo calcare così la mano per una situazione di gara tutt’altro che limpida. I commissari, però, la pensano diversamente. Allineato alla visione di Hakkinen è un altro ex pilota di Formula 1, Jas Lammers, olandese come Verstappen: «Chiunque abbia interesse nella Formula 1 dovrebbe ringraziare Dio per l’arrivo di Max. Grazie a lui la gente guarda di nuovo le gare in punta di sedia, poi con questa penalità… mi viene da pensare cosa voglia la gente». Come a dire: un perfetto disincentivo all’azzardo, che invece dovrebbe far parte integrante della Formula 1.

    «Non è un buon motivo dire che ha 17 anni e vogliono dargli un segnale, penso che sia stato sufficiente andare a sbattere contro le barriere», aggiunge Lammers.