F1, Hamilton: il problema è l’assenza di papà?

Formula 1: sulla crisi di Lewis Hamilton interviene il padre nonché ex-manager che critica chi attualmente cura gli affari del pilota McLaren

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    Lewis Hamilton ha un problema. Partiamo da questa considerazione. Il pilota McLaren è uno dei rarissimi casi di pilota che, anziché evolversi, ha conosciuto con il passare del tempo una parabola discendente. Quello visto nelle categorie minori era una promessa assoluta. Quello apprezzato nel primo anno di Formula 1, soprattutto nella prima metà di quell’incredibile 2007, aveva il potenziale dei più grandi di tutti i tempi. E poi cosa è successo? Nel 2008 arriva un titolo mondiale all’ultima curva. Nel 2009 gli manca la macchina. Nel 2010 e nel 2011 pasticci a ripetizione.

    LEWIS HAMILTON. Facciamola breve. Cosa accomuna le migliori stagioni di Lewis Hamilton e cosa accomuna le peggiori? Non il team. Sempre lo stesso. Non il compagno di squadra. Sempre diverso. Forse la fidanzata? Pareri discordanti. In realtà il pezzo che manca è il padre/manager Anthony. Al termine del Gran Premio di Singapore, pur non curandone più direttamente gli affari, è tornato a parlare del figlio ed a criticare l’attuale uomo che lo gestisce, quel Simon Fuller noto per lavorare con celebrità dello spettacolo, non piloti di F1:“In F1 ogni pilota tranne Lewis ha un manager. Spesso è un ex pilota. Nessuno che arriva da un’agenzia. I piloti hanno bisogno di persone che siano coinvolte in questo mondo perché c’è da gestire molta pressione”. Attualmente Anthony Hamilton fa da manager a Paul di Resta. Il perché ci sia stato un divorzio professionale dal figlio non è stato mai spiegato chiaramente. Detto ciò, sia ben inteso, Lewis tornerà. Dobbiamo esserne tutti convinti.