F1, Haug: “Per ridurre i costi dal 2014 stessi motori turbo per 5 anni”

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    F1   GERMANY GRAND PRIX 2011

    Ap/LaPresse

    L’ultima uscita di Norbert Haug, forse, spiega meglio anche le parole pronunciate da Luca Cordero di Montezemolo, che si appellava a un necessario e urgente accordo per il taglio dei costi della Formula 1. La premessa d’obbligo riguarda il nuovo regolamento tecnico che entrerà in vigore dal 2014. La novità maggiore è rappresentata dall’introduzione dei motori V6 turbo da 1.6 litri di cilindata. Hanno già subìto un ritardo nell’introduzione e i team più piccoli vorrebbero posticipare ulteriormente l’ingresso del nuovo frazionamento.

    C’è chi (Renault Sport) ha già detto chiaramente che se non si partirà nel 2014 con il V6 turbo, non se ne farà più nulla e che i costi di un eventuale rinvio sarebbero insostenibili.

    Cosa propone, quindi, Norbert Haug alla luce di questi scenari? Anzitutto, è bene ricordare che sta parlando il vice presidente di Mercedes Motorsport, cioè un motorista che tra i big è, insieme a Renault, il maggior “beneficiario” sul piano commerciale dell’introduzione dei motori V6. La soluzione per limitare i costi, ovvero, lo sviluppo, sarebbe quella di congelare i nuovi V6 per cinque anni. Quindi, ricerca e sviluppo – già in fase avanzata con i primi esemplari che girano al banco e pronti a essere installati sulle monoposto per i test già quest’anno – spalmati su un arco di tempo più lungo, evitando la rincorsa al perfezionamento dopo la stagione d’esordio.

    Clausola rischiosa, perché si rischia di avere un fornitore che ha una base immediatamente prestazionale e affidabile, a discapito di altri che potrebbero aver bisogno di un periodo più lungo per apportare miglioramenti. Un po’ quel che accadde ai motori Renault dopo il blocco di parametri come la corsa e l’alesaggio e l’imposizione di una durata maggiore dei motori alcune stagioni fa. I francesi allora poterono modificare i propulsori per adeguarli alle potenze maggiori dei competitors.

    Ma se così fosse, che senso ha introdurre motori all’avanguardia, che avvicinerebbero la tecnologia della Formula 1 verso un travaso diretto sulle vetture stradali, per poi congelarne l’evoluzione?

    «E’ prematuro parlare di una cifra ma è giusto fare una corretta analisi della situazione. E’ vero che i motori nuovi costeranno il doppio di quelli di 10 anni fa, ma in primo luogo è dovuto al duro lavoro dei costruttori. E’ ovvio che se si introduce un nuovo motore questo costerà di più nella fase iniziale, ma se ne allungassimo il periodo vitale a cinque anni, le spese verrebbero spalmate in modo da riportare i costi in linea a quelli attuali, o poco più», ha detto Haug.

    Sembra esserci tanta confusione. Si parla di taglio dei costi ma anche di Formula 1 come massima espressione tecnologica. Si vogliono contenere le spese, salvo poi tifare per i test infra-stagionali. Vedremo se quest’ultima mossa di Mercedes verrà accolta dalla Fia, da Ecclestone e dagli altri costruttori, oppure, se continueremo a sentire richieste di tagli ai costi senza che si decida niente di concreto.