F1: i TOP e i FLOP del 2011

Formula 1: top e flop della stagione 2011

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    vettel - red bull 2011

    Abbiamo passato l’inverno scorso a raccontare i tanti spunti di interesse che avrebbe avuto il campionato 2011 di Formula 1. Ci siamo dilungati parlando delle motivazioni che muovevano team e piloti e delle tante novità tecniche e regolamentari. Con l’anno che si chiude, proviamo a fare un bilancio severo e spregiudicato su ciò che ha funzionato bene e ciò che ha funzionato male. Per fare un augurio di buon 2012, parliamo oggi dei Top e dei Flop dell’anno che si va chiudendo.

    TOP Formula 1 2011

    LaPresse

    Vettel e Red Bull. Prima citazione per i due soggetti in grado di dominare una stagione come poche altre nella storia della Formula 1. Sembra scontato capire dove finiscano i meriti del pilota ed inizino quelli della macchina. Ma perché solo una delle due Red Bull ha vinto così tanto?

    Pirelli. Grande spettacolo e grande divertimento. Tanti sorpassi. L’azienda italiana ha fatto audaci promesse lo scorso inverno. Le ha mantenute tutte superando addirittura le aspettative.

    Jenson Button. Hamilton perde completamente la testa. Button, allora, prende per mano la McLaren portandola oltre il proprio potenziale.

    Fernando Alonso. Per un campione vero che vive solo per il gradino più alto del podio, è difficile mantenere alta la concentrazione per 19 GP su 19 se la macchina non è da primissima fila. Alonso è andato oltre questa convinzione ridefinendo, per certi aspetti, il concetto di fenomeno. E’ diventato uomo-squadra dando sempre e comunque il massimo e trasformando un’annata da incubo per la Ferrari in una stagione da “solo” 4 in pagella.

    FLOP Formula 1 2011

    LaPresse

    Mark Webber. Che fine ha fatto in questo 2011 quel pilota capace di arrivare all’ultimo GP del 2010 con più punti in classifica di Vettel?

    Ferrari. Ma la Rossa del 2011 non doveva essere la monoposto della rivincita contro la cocente delusione di Abu Dhabi 2010?

    Felipe Massa. E’ possibile non riuscire a salire mai sul podio pur guidando per la terza forza del mondiale?

    Lewis Hamilton. Alzi la mano chi avrebbe mai creduto di vederlo dietro a Button in classifica.

    Rubens Barrichello. Non è glorioso chiudere la carriera polemizzando anche con l’ultimo team per il quale si è corso, disputando una stagione a malapena all’altezza di Pastor Maldonado. Finendo, soprattutto, con il conservare la speranza di trovare ancora un sedile per il 2012.

    Mercedes GP. Non ci siamo. E a Stoccarda lo sanno bene. Il 2011 doveva essere l’anno buono per tanti motivi. Il progetto 2010 era stato abbandonato per tempo al fine di prepararsi al meglio alla stagione seguente. Niente di fatto. Persino il mago Ross Brawn finisce sotto pressione. Per non dire sotto inchiesta. Ed in vista del 2012 cambiano tanti personaggi nei ruoli chiave. Sarà la mossa giusta?

    DRS. Anche il sottoscritto è uno di quelli a cui non piacciono i sorpassi artificiali.

    Jean Todt. Dal sergente di ferro ci aspettavamo più rigore. Todt può e deve non guardare in faccia a nessuno pur di tenere alta la credibilità di questo sport. La FIA, sotto la sua guida, ha dato diversi segnali di serietà in più rispetto alla gestione Mosley. Ma la porcata fatta sugli scarichi soffianti (prima “sì”, poi “no”, poi “nì”, poi ancora “no”, poi “sì ma…”, etc. etc.) ha rimarcato i soliti limiti del governo della Formula 1. Per il 2012 serve un cambio di passo.

    HRT, Marussia-Virgin, Lotus-Caterham. Due anni su due di figuracce per i tre team che compongono la serie-B della F1. Cambierà qualcosa il prossimo anno? A parte il nome della scuderia o dell’ennesimo proprietario… s’intende.