F1 in Brasile: tuttti i calcoli di Alonso

Formula 1: Alonso parte in quinta posizione nel GP del Brasile di F1 2010

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    Fernando Alonso vedrà la partenza del suo Gran Premio del Brasile di F1 2010 solo dalla piazzola cinque. Parlando con il pilota Ferrari, però, ci si accorge che il suo punto di vista è decisamente diverso. Alonso sente di partire semplicemente due posizioni più dietro di Mark Webber, il suo vero osservato speciale in ottica mondiale. Di tutto il resto, Hulkenberg in pole, Vettel in prima fila, Hamilton mina vagante, pare infischiarsene beatamente. Salvo prendere in considerazione costoro come intralci e fastidi per Webber. E risiamo lì. All’australiano. Vale a dire al più temibile, se non l’unico, avversario.

    CLASSIFICA F1 2010. I conti in classifica del mondiale di F1 2010 sono presto ri-fatti. Vettel è dietro ad Alonso di 25 punti, Hamilton di 21, Webber di 11. Prevedendo un finale tiratissimo in quel di Abu Dhabi, Fernando Alonso può permettersi di arrivare in Medio Oriente vedendo il suo vantaggio su Vettel e Hamilton persino ridotto di qualche punto. L’importante, per la tranquillità e per impostare una corsa tutta concretezza, è che su Webber la distanza sia sempre in zona 11. L’australiano è terzo chiuso a sandwich da due tipi pericolosi quali Vettel e Hamilton con i quali è già arrivato ai ferri corti più di una volta. Questo è il primo dato di fatto. Dando per scontato che Hulkenberg, alla lunga o alla corta, sparirà dalla top five, se l’australiano si renderà protagonista di una buona partenza costringerà indirettamente Alonso a rischiare qualcosa per restargli in scia. Questo è il secondo punto. Diversamente, Alonso potrà accontentarsi di controllare la situazione avendo come obiettivo soddisfacente un terzo posto. Non è semplice. Ma sull’asciutto la Ferrari dovrebbe viaggiare più della McLaren. Sull’umido, si aprirebbe uno scenario molto più difficile. Soprattutto per chi è costretto ad attaccare. E a rischiare. Per uno che ha la testa come Alonso, quindi, una gara in condizioni estreme non sarebbe poi tutta questa grande iattura.

    FERNANDO ALONSO. In caso di vittoria, il mondiale è praticamente vinto. In caso di secondo posto, in Ferrari brinderebbero. Un terzo posto sarebbe buono a patto che Webber non salga sul gradino più alto del podio. Un quarto posto sarebbe accettabile a patto che Hamilton (il più debole in prospettiva Abu Dhabi) faccia un garone e Hulkenberg riesca a restare tra i primi tre togliendo punti agli altri piloti in lizza per il mondiale. Difficilmente Alonso arriverà oltre la quinta piazza a meno che non intervengano ritiri o cataclismi particolari. In quel caso, i conti vanno fermati. E si dovrà riazzerare tutto. Il pilota Ferrari lo sa e per questo predica prudenza, sognando che siano gli altri a mettersi in difficoltà tra loro:“Dobbiamo cercare di mettere a frutto i nostri punti di forza, in particolare il passo di gara: se sapremo gestire bene le gomme magari nel finale potremmo avere un vantaggio. Anche la partenza sarà importante: noi proveremo a guadagnare delle posizioni ma con un occhio a quello che faranno anche i nostri avversari visto che anche per loro sarà un momento cruciale - ha detto Alonso al termine delle qualifiche – Da un punto di vista della strategia è chiaro che la presenza di Hulkenberg in pole introduce una variante inaspettata. L’obiettivo principale di questo fine settimana è di aumentare il vantaggio su Webber per arrivare ad Abu Dhabi con maggior tranquillità; se non fosse possibile, allora cercheremo di limitare i danni”, ha concluso l’iberico.