F1 in Corea: sarà il GP dei testacoda?

Formula 1: Hermann Tilke, progettista del circuito di Yeongam dove si disputerà il Gran Premio di Corea mette in guardia i piloti spiegando che l'asfalto coreano sarà tremendamente ostico

da , il

    Il circuito di Yeongam sul quale si correrà il Gran Premio di Corea continua a far parlare di sé. A meno di 24 ore dalle prime prove libere, il progettista dell’impianto svela alcuni segreti della sua creazione e butta nella mischia un avvertimento che suona come una minaccia:”Attenti ai testacoda”. Nelle intenzioni di Hermann Tilke, il tracciato coreano sarà un vero inferno d’asfalto. E vuoi vedere che quel visionario di Bernie Ecclestone, per rendere più movimentate le gare di F1, ha fatto la pensata del secolo? Vale a dire mettere in condizioni si scarsa aderenza i piloti… anche su superficie asciutta!

    CIRCUITO YEONGAM. Se Bernie Ecclestone è riuscito a far realizzare un circuito che, in barba alle condizioni meteorologiche (leggi pieno sole), costringe i piloti a guidare sull’asciutto con aderenza al limite come se fossero su pista umida, allora dobbiamo istituire il premio Nobel per lo Spettacolo e consegnarglielo immediatamente! Scherzi a parte, mica tanto. “Poca aderenza, tanti testacoda e alcuni piloti sbaglieranno l’assetto”, spiega l’architetto del Reich Hermann Tilke. “Alcune parti della pista sembrano quelle di un tracciato cittadino, anche se al momento non c’è la città - aggiunge il progettista dell’impianto – Lo spazio è stretto e tutto è vicino al circuito. In altre parti permanenti, con curvoni veloci, sarà interessante guidare. Il primo settore favorisce i sorpassi e lo spettacolo, soprattutto con la frenata alla fine del lungo rettilineo”. Per la cronaca, va detto che alcuni piloti si sono mostrati letteralmente indignati per l’assenza di vie di fuga ai lati del rettilineo principale, il più lungo dell’intero mondiale di F1. Se questo non è uno scandalo, è almeno motivo di forte imbarazzo.

    GP COREA F1. Tilke spiega perché i lavori si sono conclusi solo all’ultimo momento:“Prima di costruire, c’è voluto molto tempo per drenare l’acqua dal terreno. Poi, la stagione dei monsoni è stata più lunga del previsto. Non sono sempre stato sicuro che ce l’avremmo fatta, ma alla fine tutti hanno fatto un gran lavoro”. Per non uscire sconfitti da questa sfida, gli organizzatori dell’evento sono ricorsi a qualunque risorsa. Anche l’esercito si è messo ad aiutare gli operai più o meno specializzati che sono ancora al lavoro per rifinire e infrastrutture. Ad oggi, a meno di 24 ore dall’accensione dei motori, box e tracciato sono in condizioni perfette. Il primo esame, quello dell’immagine, è superato. Adesso tocca dimostrare che l’asfalto di Yeongam, viscido o meno che sia, reggerà il brutale trattamento che i bolidi della F1 gli riserveranno durante tutto il Gran Premio di Corea