F1 in crisi: anche Silverstone sparirà

Tempi durissimi per i circuiti storici della F1

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    Silverstone dall'alto

    Tempi durissimi per i circuiti storici della F1. Il prossimo a sparire sarà nientemente che Silverstone. Solo Monza al suo pari. Bello o brutto che sia è lì che la Formula 1 ha le sue radici. Ma i soldi e gli sciacalli che li manovrano possono fare anche questo.

    Imola demolita e chissà mai se ricostruita. Spa-Franorchamps che rientra per il rotto della cuffia in campionato, dopo un anno sabbatico. Hockenheim c’è solo quando non c’è il Nurburgring (e viceversa). La Francia rischia di perdere il suo Gran Premio a favore del nulla o di una parata tra le strade di Parigi. Proprio in questi giorni hanno ufficializzato definitivamente il GP cittadino di Valencia.

    Mentre intanto si va a correre a Singapore, si torna ancora in Ungheria e si preparano le gare in notturna in posti dove 57 anni fa c’era al massimo qualche cammello. A Silverstone, dove tutto è cominciato, rischiamo di doverci mettere una lapide, due fiori e una statua in ricordo di quello che fu.

    Mancano i soldi e Bernie Ecclestone ha le idee molto chiare al riguardo:“I tracciati che rappresentano questo sport agli occhi del mondo sono di un’altra categoria rispetto a Silverstone. Una pista in queste condizioni scredita l’intera Formula 1. Abbiamo preso numerosi accordi per migliorare le infrastrutture ma sono stati tutti puntualmente disattesi”

    La situazione è veramente precaria.

    Addirittura qualcuno aveva pensato di salvare capra e cavoli facendo correre un anno in Francia e un anno in Inghilterra, ma gli organizzatori della corsa inglese hanno ovviamente rifiutato inorriditi. Il GP di Silverstone conta tanti anni quanti ce ne ha il mondiale di F1. Se si corre a Montecarlo… si deve correre anche lì.

    Se non altro, il britannico DOC Bernie Ecclestone verrà apprezzato per la sua imparzialità… visto che va a toccare il suo Gran Premio di casa senza un minimo di rimpianto.