F1 in Tv: RAI torna in pista nel 2018

Ripensamento della RAI che, grazie al nuovo direttore Orfeo, ha deciso di puntare ancora sulla Formula 1 in TV in chiaro

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    F1 in Tv: RAI torna in pista nel 2018

    La stagione 2017 di Formula 1 non sarà l’ultima per la RAI. La Tv pubblica ci ha ripensato e, grazie al cambio di presidenza, ha ricominciato a trattare i diritti per la trasmissione in chiaro dei Gran Premi di F1 così da poter offrire un’alternativa gratis all’offerta di Sky Sport F1.

    La notizia era auspicabile. Non tanto per la qualità del servizio offerto ben lontano dagli standard della Tv a pagamento (sostanzialmente retto solo dall’impegno di Ivan Capelli e Ettore Giovannelli) quanto per una questione puramente economica.

    La Formula 1 è ancora oggi una macchina da soldi per chi vende spazi pubblicitari. L’ultimo GP di Ungheria ha fatto segnare uno share del 36%, vale a dire che è stato visto da una TV su 3! Con la Formula 1, la RAI non è chiamata a fare beneficenza come, invece, accade per altri sport minori dei quali acquista i diritti per puro spirito di Servizio Pubblico. Mario Orfeo, nuovo direttore generale di Viale Mazzini, l’ha capito ed ha iniziato a trattare con Liberty Media.

    F1 TV in chiaro: RAI anche per il 2018

    Lo scenario più probabile, a questo punto, è che la RAI continui anche per la stagione 2018 di Formula 1 a trasmettere circa il 50% degli eventi in diretta e l’altro 50% in differita.

    Liberty Media, società che gestisci i diritti commerciali del Circus, non farà barricate o sporchi giochi al rialzo. L’obiettivo del Gruppo guidato da Chase Carey che ha preso in mano la pesante eredità di Bernie Ecclestone crede che il successo della F1 passi dal consolidarsi come sport nazional-popolare.

    Pertanto, le immagini della competizione motoristica più importante al mondo devono scorrere sugli schermi senza grosse limitazione. In tale senso va anche intesa l’apertura ai sociale. Prima, con l’era Ecclestone, vigevano oscurantismo e censura. Ora si passa dall’esclusività all’inclusività.

    Tale ragionamento ha un grande senso dato che, non va dimenticato, il carrozzone della Formula 1 è in primo luogo un grosso veicolo pubblicitario con sponsor che pagano milioni e milioni di Euro per raggiungere un audience quanto più ampio. Che motivo c’è, in quest’ottica, limitare la Formula 1 ai pochi o tanti eletti che sono disposto a pagare un abbonamento premium? Costoro accederanno a contenuti più ricchi e avranno maggiori approfondimenti. Per tutti gli altri, va bene la RAI. Magari con qualche correttivo qua e là sulle modalità di racconto dell’evento… avere come spettatore-modello la casalinga di Voghera appare superato come approccio.