F1, incidente Kubica: boss Renault lo difende e non pensa a rimpiazzarlo

Formula 1 2011: mentre non si può ancora stimare se e quando Robert Kubica potrà tornare a guidare una vettura di Formula 1, il boss del team Lotus Renault dichiara di non cercare un sostituto per il pilota polacco

da , il

    team lotus renault f1 2011

    Eric Boullier, boss del team Lotus Renault anche nel 2011, difende la scelta di Robert Kubica di prender parte al rally che gli ha procurato il drammatico incidente. Proprio il team di Formula 1, in verità, aveva vietato al polacco la possibilità di partecipare al più famoso rally di Montecarlo. In questo delicato momento, però, da Enstone non vogliono polemizzare. Tutt’altro. Fanno sapere di non avere alcuna fretta nel rimpiazzare Kubica con la speranza di ritrovarlo, prima o poi, a far parte della squadra.

    INCIDENTE KUBICA. Le condizioni di Robert Kubica dopo l’incidente sono in continuo miglioramento. Il pilota dovrà sottoporsi ad altri interventi chirurgici per sistemare altre fratture. La cosa che più preoccupa è la mano. Al momento, pare stia reagendo bene all’intervento di vascolarizzazione. Impossibile ancora sapere se Kubica potrà mai tornare a guidare una monoposto di Formula 1. Figuriamoci supporre i tempi di un eventuale rientro. Tuttavia la Lotus Renault, dimostrando grande umanità, fa sapere di non avere fretta nell’indicare un sostituto. Probabilmente la faccenda non sarà affrontata addirittura fino al Gran Premio di Spagna. Vale a dire fra tre mesi.

    LOTUS RENAULT F1. “E’ troppo presto e scorretto pensare ad un rimpiazzo – ha detto Eric Boullier alla BBC - Stiamo aspettando di sapere quanto Robert sarà fuori”. Le sue condizioni sono in costante miglioramento e in questi casi i medici presentano sempre lo scenario peggiore. “In defnitiva - prosegue il boss Renault - Kubica sarà out per alcuni mesi ma il recupero durerà meno di un anno. Oggi, comunque, è prematuro fare previsioni”. Da parte del suo team arriva una difesa in merito alla pericolosa attività svolta:“I rally sono nel suo cuore. Per lui il rally è vitale. Sappiamo i rischi che ci sono e anche lui. Ma noi non vogliamo avere dei piloti robot”, ha aggiunto Boullier.