F1, Lewis Hamilton: unico vero “personaggio” ma ha scelto la strada sbagliata

Ma il pilota inglese commette l'errore di puntare troppo sul glamour e su una cultura che nulla a che vedere con la F1

da , il

    In una Formula 1 alla ricerca costante di soggetti carismatici, parliamo oggi 3 minuti di Lewis Hamilton. La cultura afroamericana, il rap, le catenazze d’oro, gli occhiali alla Bill Cosby e robe simili non hanno proprio nulla a che vedere con la storia della massima categoria motoristica mondiale. Hamilton si è costruito un personaggio che sembra uscito dagli amici di Willy il principe di Bel Air. L’inglese sta assecondando i propri gusti senza fingere diverso. E’ un merito e gliene va dato atto. Ma uno con il suo potenziale, potrebbe fare molto di più per entrare in sintonia con un numero sterminato di teorici fans… Il tutto a vantaggio sia suo che dell’intera categoria.

    Hamilton campione solo in pista

    Vi siete chiesti come mai, stando anche al recente sondaggio della GPDA, i tifosi di Formula 1 preferiscono a Lewis Hamilton gente come il muto Kimi Raikkonen o il rabbioso Fernando Alonso? La spiegazione è che questi due danno l’impressione di essere tanto degli uomini veri quanto dei piloti cazzuti che badano alla sostanza più che all’apparenza. Lo dimostrano ogni giorno usando poche parole uno, sparandone pure troppe l’altro. Ma hanno in comune il non essere dei fighetti un po’ costruiti. Ora, precisato che Lewis è il re dei piloti con le palle, perché quando esce dalla macchina se lo dimentica e si mette a fare il fotomodello per dei ricchi newyorkesi che hanno, al massimo, il mito della bici elettrica? Chissà. Che tutta la faccenda non sia solo un’elucubrazione dello scrivente ma un tema caldo, lo dimostra il fatto che persino Toto Wolff ha voluto spenderci alcune parole:“Lewis ha una vita privata tutta sua - si legge su F1passion – è giovane, single ed ha il diritto di organizzarsela come preferisce. Noi non interferiremo fino a che farà risultati quando entrerà in macchina”.

    La gente non vuole la perfezione

    “La gente non ama la perfezione”, a ricordarcelo è David Coulthard che inquadra bene i problemi non solo di Hamilton ma di tutta la Formula 1 attuale. “Il fatto che Raikkonen sia risultato il pilota più popolare tra i fans della F1 dimostra che la gente ama le personalità di carattere, gente ruvida“, ha sottolineato l’ex pilota scozzese. “La gente vuole le vittorie ma anche le sconfitte, i problemi tecnici, gli errori, gli incidente e le polemiche. La perfezione annoia tutti”, ha concluso. Non a caso Lewis Hamilton ha visto sbocciare la propria popolarità dopo l’assurda sconfitta nel mondiale 2007 condita da errori, polemiche e nervi tesi all’interno e all’esterno del team McLaren. E si è trovato ad avere lanciate verso l’alto le proprie quotazioni dopo l’incredibile vittoria del titolo 2008 all’ultima curva, dell’ultimo giro dell’ultimo GP sotto pioggia battente. Ora tra vittorie facili e stile di vita da borghesotto arricchito, rischia di disperdere quanto accumulato. In una F1 in crisi di personaggi, uno come lui non va perso. Anzi, va tutelato come una tigre siberiana.