F1, Lotus F1 Team: ci teniamo i colori, ma anche il nome

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    lotus fernandes

    La Lotus F1 Team di Tony Fernandes manterrà la livrea verde-giallo anche nella prossima stagione. Il team anglo-malese ha deciso infatti di non conformarsi ai colori della neo nata Lotus Renault, la squadra di Enstone, passata ora sotto l’effige del marchio britannico. Secondo Fernandes infatti, avere due team con le monoposto praticamente identiche sarebbe ridicolo; inoltre c’è già il problema, da risolvere, dell’uguaglianza del nome tra le due squadre, quindi meglio non aggiungere altra carne al fuoco. Il team di Gerard Lopez nel frattempo ha bruciato sul tempo i colleghi malesi, pubblicando le foto della monoposto 2011: un omaggio alla storica vettura nero-oro del passato.

    LOTUS RENAULT VS. LOTUS F1 TEAM. Dopo l’anticipazione della monoposto 2011 del team Lotus Renault, la Lotus F1 Team ha deciso di abbandonare l’idea di trasformare la propria livrea con i colori nero e oro, simbolo del mitico team inglese negli anni pasati in Formula1. A seguito dell’annuncio dell’acquisizione, da parte della storica casa motoristica britannica, del team Renault, i colleghi anglo-malesi, entrati in Formula1 a inizio stagione 2010 con il team capitanato da Tony Fernandes, hanno subito storto il naso per il ritorno nel Circus del leggendario team di Norfolk. Dopo la contesa del nome dunque, ora è il momento di quella sui colori della livrea: il team di Gerard Lopez è riuscito però ad anticipare i rivali malesi e a rimpossessarsi dei mitici colori con cui correva l’altrettanto mitico Ayrton Senna. La Lotus F1 Team di Fernandes si terrà quindi il verde e il giallo, abbandonando così l’idea iniziale di tornare agli storici colori del team britannico, ma rimane inamovibile per quanto riguarda il nome attuale della sua scuderia.

    TONY FERNANDES. “Non ho problemi per il fatto che ci siano due Lotus sulla griglia”, ha dichiarato Fernandes per la prima volta dopo l’annuncio dell’arrivo in Formula1 della Lotus Renault. “Ma penso sarebbe ridicolo se le monoposto di entrambe le squadre fossero nero e oro, per questo vi annuncio che cambieremo i nostri piani iniziali riguardo ai colori della livrea. Avevamo dichiarato che avremmo corso con il nero e l’oro; l’avevamo detto per primi ma non voglio essere infantile su questo punto. Molte persone mi hanno suggerito che quei colori rimandano inevitabilmente a un’azienda di sigarette (la John Player Special) che tuttora vende il proprio prodotto in Inghilterra e in altre parti del Commonwealth. Non ne ero al corrente. Inoltre, dopo l’annuncio della FIA dei nuovi piani per i motori verdi a partire dal 2013, quale miglior colore del verde per la nostra livrea? Abbiamo fatto un sondaggio tra i fan e molti di loro sono favorevoli a mantenere i colori attuali, quindi credo che al novantanove per cento questa sarà la nostra decisione finale”.

    LOTUS CARS. Fernandes ha quindi espresso il proprio dispiacere per la scelta da parte della Lotus di acquistare la Renualt, piuttosto che appoggiare il proprio team. “All’inizio ero deluso. In origine c’era stato dato un mandato per cinque anni per entrare in Formula1 e sviluppare il team. Secondo la stampa malese la Proton (proprietaria della Lotus Cars) non era contenta delle nostre performance, e questa sarebbe una delle ragioni per cui ci avrebbero abbandonato. Non so come potessero pensare di vederci gareggiare a metà griglia essendo arrivati in Formula1 solo a settembre. Personalmente credo che abbiamo fatto un buon lavoro e sono sicuro che non sono l’unico a vederla in questo modo. Siamo stati i migliori tra i team debuttanti e lo stesso Kovalainen ha detto di aver passato la miglior stagione della sua carriera con noi: non è poco detto da un pilota che ha corso con McLaren e Renault. Per questo sono amareggiato del fatto che non abbiano deciso di darci una possibilità, perché penso che assieme avremmo potuto costruire un grande marchio”. E per quanto riguarda l’utilizzo del marchio Lotus, Fernandes ha così concluso: “Andremo avanti con l’azione legale per chiarire la questione. Le cose vanno fatte in modo corretto: non puoi paracadutarti dal nulla in un marchio e farlo tuo. Non sono Colin Chapman e non lo sarò mai: lui è una leggenda e non vogliamo emularlo, ma tutto quello che lui ha fatto è quello che stiamo facendo anche noi. E la gente deve rispettare il nostro lavoro”.