F1, McLaren: Button non vuole aiutare Hamilton?

Formula 1: la McLaren dichiara che Jenson Button potrebbe mettersi al servizio di Lewis Hamilton nel finale di stagione 2010 ma il campione del mondo in carica nega e spiega di voler provare a vincere fino a quando la matematica non lo condannerà definitivamente

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    Jenson Button aiuterà Lewis Hamilton nella conquista del mondiale 2010? In McLaren ci vorrebbero contare. Ma la faccenda non appare, ad oggi, del tutto scontata viste le ultime dichiarazioni del campione del mondo in carica il quale, in contrapposizione con le parole del team principal Martin Whitmarsh, si definisce ancora speranzoso di potercela fare. La missione di Button è più che impossibile. E’ folle. Tuttavia ci consente di tirar fuori l’argomento “ordini di scuderia” per aggiornare la casistica e prendere atto che, sebbene la Ferrari sia stata accusata da più parti, Alonso per il momento ha fatto tutto da solo.

    MCLAREN. Restano 50 punti a disposizione. Button in classifica ne ha 42 di distacco da Alonso con altri 3 piloti davanti. Solo la matematica o un set di bombe a mano possono ancora tenerlo in vita. Partendo da questa innocente considerazione, il team principal della McLaren ha dichiarato ingenuamente a fine GP di Corea:“Per noi, la strategia è chiara. Non dobbiamo davvero dire nulla ai nostri piloti. Jenson offrirà il suo aiuto a Hamilton volontariamente perchè sa che l’abbiamo trattato in modo equo per tutta la stagione. E sa anche che vincerà solo con un miracolo”.

    BUTTON-HAMILTON. Martin Whitmarsh non ha fatto i conti con la mentalità del suo pilota:“Non si può vincere un campionato del mondo se ti dichiari sconfitto prima che tutto sia finito. La Formula Uno è imprevedibile, avete visto oggi come sono cambiate le cose? Quando non avrò più la possibilità matematica di vincere il mondiale allora si che aiuterò Lewis”, ha detto Jenson Button lasciando ancora tutto in sospeso per quel che lo riguarda e mostrandosi disposto ad aiutare Hamilton, semmai, solo nell’ultimo GP di Abu Dhabi. L’ex pilota Brawn GP ha ragione. A metà. Ad Interlagos non potrà rimettersi seriamente in corsa per il titolo. Ma potrà provare a recuperare punti sul compagno di squadra che, si sa, è sempre il primo rivale. Ed è quel pilota che, secondo molti alla vigilia della stagione, lo avrebbe drammaticamente schiacciato. Invece, mica tanto. Almeno fermandoci a leggere i punti in classifica.

    ORDINI DI SCUDERIA. La Ferrari ha lanciato l’argomento. E’ stata pesantemente criticata salvo poi trovarsi Red Bull e McLaren dietro in classifica e dietro pure come mentalità. Ora i team principal delle due scuderie che hanno sede in Inghilterra si mettono nelle condizioni di rivedere le proprie convinzioni. La faccenda è comica per almeno due motivi: primo, la Ferrari, escluso il GP di Germania, non ha mai avuto bisogno di aiuti di Massa ad Alonso. Secondo, le critiche arrivate da McLaren e Red Bull sull’antisportività di certi atteggiamenti se le sono rimangiata con estrema disinvoltura. Da Nobel per l’incoerenza.