F1, Montezemolo racconta la “sua” Ferrari

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    E’ Luca Cordero di Montezemolo, l’uomo che ha guidato la Ferrari per oltre 20 anni, il protagonista di un incontro all’Auditorium di Roma nel quale racconta il suo rapporto con il Cavallino Rampante. Andato in onda su Sky mercoledì scorso, riportiamo i passaggi più salienti del suo racconto accompagnato da Guido Meda e diviso, teatralmente parlando, in quattro atti: la nascita della passione per i motori, la conoscenza con Enzo Ferrari, il ritorno a Maranello come Presidente e, infine, le sue nuove sfide del presente e del futuro.

    Montezemolo: “Conobbi Enzo Ferrari in radio…”

    E’ stata una trasmissione radiofonica, la celebre “Roma 3131″, a mettere in contatto Montezemolo con Enzo Ferrari. Questo il racconto:“E’ stato uno dei momenti della mia vita che ricorderò sempre per tanti motivi. La trasmissione era totalmente reale nel rapporto con chi telefonava. Telefonò un giovane che disse: “Ma basta con questo automobilismo, è uno sport pericoloso, per ricchi, che non serve a niente. Non è uno sport. Io risposi molto duramente e feci un’autodifesa molto forte e anche un po’ sopra le righe. Ferrari era abituato a mettere la sua radio sulla sua scrivania e mentre rispondeva alla sue lettere ascoltò e telefono alla trasmissione in diretta. Disse: “Chi è quel ragazzo che ha risposto così bene alle fesserie che ho sentito? E’ un ragazzo con personalità”. E disse: “Lei mi venga a trovare”. Andai a Maranello a trovare Ferrari. Mi fece un po’ parlare e poi disse: “Io avrei bisogno di avere vicino un giovane come lei per aiutarmi a riorganizzare la nostra scuderia”. Ferrari era un grande agitatore di uomini e di idee”.

    Schumacher: “Ha sbagliato a tornare in Mercedes”

    Il nome che più di tutti rappresenta l’era vincente della Ferrari targata Montezemolo è indubbiamente quello di Michael Schumacher. Sul tedesco ha rivelato quanto forte fosse la sua voglia di tornare a gareggiare ma non fu possibile nel 2009 in sostituzione di Massa per i problemi al collo e, successivamente, per l’arrivo di Alonso:“Quando smise di correre aveva tanta voglia di velocità, di continuare a sentire l’asfalto, che fece delle gare di motocicletta ed ebbe un brutto incidente. Fu quell’incidente che gli impedì di tornare sulla Ferrari. Avevo già fatto il contratto con Alonso, lui stette fermo per tre mesi, poi Ross Brawn al GP di Abu Dhabi lo avvicinò e gli fece l’offerta per la Mercedes”. Secondo Montezemolo, questa smania di correre ha portato il Kaiser a commettere un errore di valutazione nell’accettare la proposta di Stoccarda:“Micheal, che era come un bambino a cui avevi tolto il giocattolo, era pronto a tornare e tornò, secondo me sbagliando, con la Mercedes. Perché uno Schumacher che torna deve vincere e invece lui non ha vinto. Nel vedere dove sta Michael oggi mi viene un groppo alla gola e veramente mi dispiace tantissimo perché è stata una persona molto importante nella mia vita professionale”.

    Ecclestone: Montezemolo degno erede di Enzo Ferrari

    Tra i tanti interventi e tributi che si sono susseguiti all’Auditorium di Roma, particolarmente interessante è quello di Bernie Ecclestone:“Luca arrivò che era un totale neofita e non poteva prendere una sola decisione senza correre fuori dalla stanza e telefonare a Ferrari per sapere fin dove poteva spingersi e cosa doveva fare o non fare. Ma poi ne ha fatta di strada. E’ cresciuto fino a far diventare “sua” la Ferrari ed a prendere il posto che era di Enzo Ferrari. Ecco cos’è Luca”.