F1 news: le nostre 10 idee per renderla più spettacolare!

Formula 1: come renderla più spettacolare? Ecco i nostri 10 modi più o meno pazzi per aiutare il Circus a restare uno degli eventi sportivi più importanti del mondo

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    La Formula 1 è in fermento: gli ascolti in Tv crollano a picco e lo spettacolo in pista talvolta latita. I soldi sono sempre meno e gli sponsor faticano a capire come mai si dovrebbe ancora investire in quella che, con le unghie e con i denti, vuol continuare a sfoggiare lo scettro di categoria regina dello sport a motore ma che, a ben vedere, poco fa per garantirsi un futuro – ed un presente – capace di suscitare entusiasmi. Di proposte sensate ne abbiamo sentite poche. Di proposte assurde, un’infinita. Alcune sono già diventate realtà negli scorsi anni per poi sparire altrettanto in fretta. Ricordate quando, ad esempio, quando non si potevano cambiare le gomme? Per non farci mandare nulla abbiamo raccolto le dieci che più stanno sulla cresta dell’onda, in bilico tra sogno e realtà, tra fascino e assurdo, con lo sguardo proiettato verso i nuovi media ed i nuovi linguaggi della comunicazione moderna.

    1. Comunicazioni in tempo reale tra i piloti

    Diciamolo chiaramente: a noi interessa sicuramente sapere cosa ha da dire il box al proprio pilota e viceversa. Ma vorremmo ascoltare anche i piloti da dentro l’abitacolo che se le dicono tra di loro. Sarebbe fantastico poter sentire la frustrazione di chi non riesce a passare una vettura più lenta o di un big che viene rallentato da un doppiato. E così via. Il tutto, ovviamente, senza bip di censura e assolutamente vietato… ai bambini!

    2. Più macchine in pista

    La vera e unica ricetta per lo spettacolo in Formula 1 è questa: creare più casino in pista. E per ottenere ciò, c’è bisogno di allungare la lista dei partenti. Con 30 macchine, anziché 22, si va necessariamente incontro a più sorpassi, più incidenti, più protagonisti da tenere in considerazione. Per arrivare a quella quota senza navigare nel deserto della crisi, basterebbe poter “vendere” una terza Ferrari, una terza Red Bull, una terza Mercedes, etc. a scuderie private. Scuderie, magari, obbligate a far guidare piloti della stessa nazionalità della loro macchina. Sarebbe anche un bel modo per ritrovare un pilota italiano al volante della Rossa.

    3. Corsia di sorpasso

    Bernie Ecclestone aveva mangiato pesante quella volta che sognò un circuito nel quale fosse possibile inserire una scorciatoia da mettere a disposizione dei piloti per un numero limitato di volte nel Gran Premio. Il vero spettacolo sarebbe dato da una pista formata da due nastri d’asfalto della stessa lunghezza e con caratteristiche simili che si intersecano in vari punti. L’obiettivo sarebbe quello di vedere duelli analoghi a quelli che si verificano quando un pilota esce dalla pit lane e l’altro arriva lanciato dal rettilineo. Chi arriverà davanti alla prima curva? Chi, non potendo superare il rivale in fondo a quel rettilineo, deciderà di passare dall’altra parte?

    4. Partenza… di corsa

    No, non siamo qui a proporre una partenza lanciata. Dio ce ne scampi e liberi. Vorremmo, semmai, che persino dopo una safety car le vetture si tornino a schierare in griglia di fronte al semaforo rosso. Detto ciò, vogliamo pensare a come sarebbero le partenze dei Gran Premi di Formula 1 se si usasse la tecnica storica della 24 ore di Le Mans. Una volta dato il via, i piloti devono correre a piedi verso le loro macchine, allacciare le cinture e… gas!! Ora chiudete un attimo gli occhi ed immaginatevi una scena analoga con protagonisti i vari Alonso, Hamilton, Vettel…

    5. Social GP

    I social network possono entrare a gamba tesa in Formula 1. Lo possono fare consentendo agli spettatori di comunicare live direttamente con l’abitacolo. Ad esempio, mentre Hamilton sta tentando un sorpasso su Rosberg, dalla radio nel suo casco iniziano a leggergli i migliori tweet di incitamento scritti dai suoi tifosi. Quale sarà la sua reazione? Certo, anche le critiche saranno permesse, per carità!

    6. Più sangue caldo

    Un altro ingredienti immancabile per garantirsi del sanissimo spettacolo è quello di avere dei piloti pazzi scatenati in pista. Servono dei personaggi alla Mansell. Alla Maldonado o Grosjean, se preferite. Serve gente che abbia voglia di buttare il cuore oltre l’ostacolo anche a costo di perdere tutto. Più geni, più sregolatezza. Meno professori e professorini che guidano come se fossero degli sfigatissimi ingegneri! Ovviamente, in caso di incidente si risolve tutto con una birra. Altro che patente a punti, ammonizioni e squalifiche…

    7. Avanti con le sportellate

    Alcuni grandissimi duelli del passato remoto della Formula 1 (e che della Formula 1 hanno fatto la storia) sono stati possibili anche perché le monoposto erano molto più solide delle attuali. Così dovrebbero tornare ad essere per consentire anche dei tentativi di sorpasso più velleitari che, però, siano in grado di esaltare il coraggio, la grinta, i nervi ed il sangue freddo dei nuovi eroi del volanti.

    8. Ingegneri più liberi

    La libertà di sfidare l’avversario viaggiando sempre al limite è un lusso che non va dato solo ai piloti. Anche i tecnici che progettano le monoposto devono poter tornare a sperimentare soluzioni completamente anticonvenzionali. Ricordate la Tyrrell a 6 ruote degli anni ‘70? Nella Formula 1 moderna non vedremo mai più esperimenti di quel tipo ma non perché non ci sono ingegneri così pazzi da sognare certe macchine. Semplicemente perché i regolamenti odierni non danno libertà d’azione obbligando tutti ad allinearsi su un ventaglio di opzioni limitatissimo o ad intervenire su particolari non visibili a prima vista.

    9. Fondo scivoloso

    Anni fa si era parlato di bagnare artificialmente le piste per rendere le gare più emozionanti. Accettare questa ipotesi è faticoso, perché non va mai dimenticato che la F1 è anche uno sport oltre che un grande carrozzone. Si può pensare, però, di prevedere a monte delle gare che saranno interamente svolte su asfalto bagnato proprio come vere prove di abilità aggiuntive. Con lo stesso spirito, si farebbe la gioia di Babbo Natale se si organizzasse qualcosa tipo Gran Premio di Finlandia da correre su superficie ghiacciata. O se si pensasse, più concretamente, a compound d’asfalto più estremi che obblighino le gomme a lavorare in modo diverso da gara a gara, costringendo così i piloti a dar fondo a tutte le loro straordinarie doti di sensibilità nella guida.

    10. Reality F1

    Com’è la vita dei piloti? Chi sono e come si chiamano le stupende ragazze che li circondano? Perché gli articoli che le riguardano hanno sempre tanto successo quanto a numeri di lettori ma, poi, all’interno del weekend di gara queste bellezze sono praticamente invisibili? Inoltre: cosa c’è veramente nel retrobox? Come si decidono le strategie? Di cosa si parla nei briefing pre e post gara? Tutte queste domande, equamente divise tra sacro e profano, hanno risposte vaghe, banali e di facciata, relegate spesso a plastificati comunicati stampa. Le telecamere della FOM, invece, potrebbero seguire i piloti ed i tecnici per 12 ore al giorno svelando ogni segreto del loro lavoro e trasformando la loro vita privata in una specie di reality Come dite? E’ esagerato? Conosciamo più di una persona che, se avesse questa opportunità, ad ogni weekend di gara non si staccherebbe dalla Tv neppure per andare in bagno…