F1 News, Red Bull: “Ecco perché Ferrari e Mercedes ci hanno detto NO”

F1 News, Red Bull: “Ecco perché Ferrari e Mercedes ci hanno detto NO”

    F1 News, Red Bull: "Ecco perché Ferrari e Mercedes ci hanno detto NO"

    Christian Horner torna a parlare della grana motori che ha condizionato il passato recentissimo della scuderia Red Bull e che, a ben vedere, non è stata ancora del tutto risolta. I bibitari, infatti, hanno raggiunto in extremis un accordo con Renault per non restare a piedi nella stagione 2016 di Formula 1 ma tra poco dovranno tornare in azione per assicurarsi una fornitura a partire dal 2017 in poi. Il team principal degli austriaci, in particolare, spiega le ragioni che hanno portato Ferrari e Mercedes ad aprire prima un dialogo e poi chiudere in fretta la porta e buttare la chiave…

    Secondo Christian Horner, è stato lo scorso Gran Premio di Singapore a spaventare la Ferrari ed a far decidere a Sergio Marchionne che sarebbe stato molto sciocco aiutare un avversario con un potenziale così elevato:“Avevamo dei buoni intertempi nel secondo settore di Spa e poi le prestazioni di Singapore hanno fatto saltare le trattative per la fornitura di una power unit in vista del 2016″, ha ammesso il capo dei bibitari a motorsport.com. Effettivamente, nessuno ha mai messi in dubbio la bontà del loro telaio. E né Ferrari, né Mercedes, evidentemente, sono in Formula 1 per fare beneficenza ad avversari che, oltretutto, negli anni precedenti hanno dimostrato di essere dei veri cannibali di vittorie.

    Quello che Horner ribadisce è l’accordo già ottenuto, la famosa stretta di mano estiva tra il boss del beverone, Dietrich Mateschitz, e il presidente non esecutivo della Mercedes, Niki Lauda. “Mateschitz ha sempre portato avanti i suoi affari con una stretta di mano e Niki Lauda le ha provate tutte per far cambiare idea a Toto Wolff che, però, alla fine ha avuto la meglio nel riuscire a non vederci più i motori Mercedes”, ha spiegato il team principal di Milton Keynes. Horner ha anche ammesso che, pur di avere i motori tedeschi, la Red Bull aveva fatto una maxi offerta di oltre 30 milioni di Euro, pari a quasi il 150% di quanto pagano le altre scuderie. “Per vincere serve un buon motore e noi siamo stati disposti a pagarlo. FIA e FOM, però, devono trovare una soluzione affinché si abbiano motori meno complicati e meno costosi”, ha concluso.

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