F1 News, team al tracollo: Todt nella bufera! Torna a parlare Mosley

Formula 1: Mosley spiega la sua ricetta per risolvere la crisi della F1 che Todt, anziché risolvere, ha aggravato! Sono solo 18 ora le vetture in griglia ma potrebbero diventare ancora meno a brevissimo!

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    Il Gran Premio degli USA 2014 di Formula 1 in programma domenica prossima vedrà al via solo 18 vetture. E’ questa la più clamorosa notizia dell’anno. Altro che il destino di Fernando Alonso, lo sbarco di Vettel in Ferrari o l’addio di Montezemolo… L’incubo si sta realizzando. La Force India è arrivata ad Austin per il rotto della cuffia, altrimenti le monoposto sarebbero state 16. Ciò significa che la F1 è ad un millimetro dalla propria implosione. Non è possibile pensare di offrire uno spettacolo di livello planetario con così poche macchine in pista. Max Mosley, ex presidente FIA, lo sapeva benissimo e come ultima mossa del proprio mandato concesse la licenza a tre team scalcinati come HRT, Marussia e Caterham (allora Lotus) pur di rimpolpare la griglia di partenza. Ora il discusso britannico interviene di nuovo e prova a dare qualche lezione al successore Jean Todt. L’ex AD Ferrari doveva essere il salvatore della baracca, sta diventando il carnefice finale.

    Sembra proprio che Mosley vada rivalutato. I suoi modi erano discutibili ma ha fatto tantissimo in tema di sicurezza e, in generale, ha mostrato una lungimiranza che Todt ha perso da qualche parte tra le sue tante tasche… “Andava messo in piedi il budget cap - si legge sul Times – perché non si può sopravvivere nello sport se alcuni grandi spendono 4-5 volte in più dei piccoli. Non c’è competizione”.

    Secondo Mosley, lo scenario peggiore deve ancora essere disegnato:“Caterham e Marussia hanno lasciato e potrebbero non essere gli unici. Per fare una stagione ci vogliono almeno 100 milioni di dollari ma solo la metà possono arrivare da Bernie Ecclestone e dagli sponsor dei piloti. Se un team non sa dove reperire il resto, vuole dire che difficilmente lo vedremo ancora in F1″. L’ex capo della FIA ha una sua ricetta per risolvere parte dei problemi:“Andrebbero divisi i soldi in parti uguali (ora si spartiscono secondo la classifica costruttori, ndr) e lasciare le squadre libere di fare altro budget con gli sponsor. Ad esempio, la Ferrari avrà sempre più sponsor della Marussia, ma entrambi dovrebbero partire dalla stessa base economica”. Parallelamente, sempre secondo Mosley, va messo un tetto di spesa ai lavori sui motori:“E’ giusto dare una svolta green alla F1, ma si doveva dire ai team quanto potevano spendere per lavorare sulle nuove power unit”.

    Quanto costa un team di F1?

    Un interessante pezzo su Autosport spiega quanto costi tenere in piedi un team di F1. I dati sono raccolti da una lettera scritta direttamente alla FIA da Sauber, Force India, Caterham Marussia. 28 milioni di dollari per le power unit; 5 milioni per cambio e sistemi idraulici; 1,5 per carburante; 1,8 per gli pneumatici; 1,95 per l’elettronica; 3 per la parte IT; 20 per gli stipendi (piloti esclusi); 12 per le trasferte; 20 per il telaio; 18,5 per la galleria del vento; 2 per la fabbrica; 5 per la logistica. Il totale ammonta a circa 120 milioni di dollari. A questo punto è importante sapere che, come ha già indicato Mosley, un team di media fascia come la Sauber ha un budget di circa la metà. Le scommesse sono aperte: chi tra Sauber e Force India sarà il prossimo ad alzare bandiera bianca? O lo faranno assieme come è capitato a Marussia e Caterham?