F1 News, Vettel: “Resto in Ferrari a vita”, Raikkonen ha pensato al ritiro nel 2014

Formula 1 2015: Sebastian Vettel è un pilota Ferrari da meno di un anno ma ha già le idee chiare e annuncia che farà di tutto per restarlo fino a fine carriera.

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    Sebastian Vettel non è il primo a dirlo. Ma più di altri sembra convincente. “La Ferrari sarà l’ultimo team con il quale parteciperò al campionato di Formula 1“, ha ribadito ai media tedeschi dopo il GP del Bahrain. Il quattro volte iridato ha spiegato la sua visione nel lungo periodo, partendo dal passato:“Non sono uno a cui piace cambiare squadra da un anno all’altro visto che non l’ho mai fatto in passato e non voglio farlo in futuro”. Vettel ha anche anticipato che non intende invecchiare più di tanto al volante indicando attorno ai 35 anni l’età giusta per mollare. Riuscirà davvero a mantenere i suoi propositi?

    Raikkonen ha pensato al ritiro a fine 2014

    “Sai che noia fare il pensionato per trent’anni”, ha poi aggiunto Sebastian Vettel lasciando intendere che, una volta appeso il casco al chiodo, vorrà trovarsi qualche altra attività. Deve essere stato lo stesso pensiero fatto da Kimi Raikkonen che si è addirittura già preso due anni di pausa quando era al top della carriera per divertirsi – e deludersi – nel campionato mondiale Rally oltre a fare qualche comparsata nella Nascar americana. Nel 2014, inoltre, Iceman ha compiuto i fatidici 35 anni citati da Vettel che rappresentano per un pilota di F1 l’inizio dell’ultimo spicchio di carriera. A tal proposito, la testata Marca, intercettando un uomo dell’entourage del pilota Ferrari, ha scritto che nel 2014 ha seriamente pensato al ritiro dato che “non riusciva più a guidare come sapeva ed a mettere la monoposto dove voluto. E’ stato molto frustrante per lui”. Gli è, però, bastato tenere duro qualche mese, fidarsi di Arrivabene ed Allison, provare la nuova SF15-T per ottenere nuove ed entusiasmanti motivazioni. Tanto che il suo manager sta facendo di tutto per accelerare i tempi del rinnovo di un contratto che scade alla fine di questo 2015.

    Ferrari: tutto merito di Arrivabene

    La rinascita della Ferrari ha soprattutto la faccia di Maurizio Arrivabene. In verità, indagare sulle ragioni profonde porterebbe a citare tanti nomi oltre al suo. Ma è sempre il capo, nel bene o nel male, a prendersi lodi o fischi. Nei libri di storia si leggerà che il direttore della Gestione Sportiva è un mago mentre il suo predecessore, Marco Mattiacci, era una schiappa. Un esempio arriva dalle parole di David Coulthard:“Il nuovo corso della Ferrari non nasce con l’addio di Alonso o l’arrivo di Vettel ma con la promozione di Arrivabene che ha riportato la leggerezza e l’italianità che mancavano alla squadra. Lui è in sintonia con questo sport mentre Mattiacci non lo era e non è mai riuscito a entrare in connessione con il paddock. Si è limitato a rispettare le procedure senza mai capire la F1 pensando che fosse solo un lavoro da fare con i numeri. Ma se avesse avuto ragione lui, allora nei primi anni 2000 sarebbe stata la Toyota il team più forte”, ha concluso provocatoriamente il commentato della tv britannica.