F1, ordini di scuderia: tutti contro Webber

Formula 1 2011: ancora polemiche sugl ordini di scuderia Red Bull impartiti a Webber durante il GP di Gran Bretagna

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    mark webber red bull ordini di scuderia

    Mark Webber non rispetta l’ordine di scuderia che parte dal muretto Red Bull durante il Gran Premio di Gran Bretagna. Attacca Sebastian Vettel ma non riesce a superarlo. Così, alla fine, il danno non c’è. E neppure la beffa. Peccato per lui, però, che il team principal Chris Horner dimostri di non averla presa affatto bene questa piccola/grande insurrezione del pilota che viaggia da inizio stagione con il numero due scritto sulla macchina, sulla tuta, sulle cartoline con autografo, sul cappellino e persino sul monitor dei tempi. A dare contro a Webber ci si mettono osservatori esterni tra i quali dobbiamo citare pure il suo manager Flavio Briatore.

    FLAVIO BRIATORE. Ogni tanto esce allo scoperto. Flavio Briatore commenta quanto accaduto al “suo” pilota schierandosi a favore del team Red Bull:“Ha messo a rischio il suo posto - ha detto l’ex team principal Renault immedesimandosi nei panni di Chris Horner - Io avrei fatto la stessa cosa. Quando sei in lotta per il mondiale, i piloti devono capire che la macchina non è di loro proprietà e che c’è una squadra fatta da centinaia di persone”.

    MARK WEBBER. Commenti di critica per Mark Webber arrivano anche da due celebri ex piloti come Niki Lauda e David Coulthard. Il tre volte campione del mondo austriaco si è mostrato in completa sintonia con la decisione presa dalla dirigenza Red Bull:“Non c’era niente di sbagliato – ha affermato – capisco alla perfezione Horner. Era preoccupato delle sue due monoposto. Per me questo va bene”. Dello stesso avviso Coulthard, attualmente commentatore della tv britannica e già ex-compagno di squadra di Webber proprio alla Red Bull, team del quale resta ancora consulente, ha affermato:“Non si può pensare che team con contratti milionari con gli sponsor prendano dei rischi nel buttare al vento dei punti preziosi”. Lo scozzese, però, non crede che questo gesto metta a rischio il rinnovo del contratto dell’australiano:“Mateschitz (boss Red Bull, ndr) vuole due ragazzi che lottino per le vittorie. Non vuole delle fighette”.