F1, Patto della Concordia: “Tutti d’accordo” dice Ecclestone, si va verso i 22 GP

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    F1, Patto della Concordia: “Tutti d’accordo” dice Ecclestone, si va verso i 22 GP

    L’attesa in questo venerdì di relax a Montecarlo era tutta per la riunione tra i team ed Ecclestone per discutere del rinnovo del Patto della Concordia, che regolamenterà la spartizione della torta tra il 2013 e il 2020. Adesso, dopo l’ultima sparata di mister Ecclestone sul ritorno in calendario del Gran Premio di Francia 2013 – data per certa e poi bruscamente smentita dal governo francese -, prima di lanciarsi in proclami ufficiali è bene attendere la conferma di qualche comunicato stampa.

    Perché se è vero che l’accordo sembra esserci, lo stesso Ecclestone ha lasciato un velo di suspance su quello che era il team con maggiori dubbi sulla firma dell’accordo: la Mercedes.

    «Dovrete attendere per vedere se la Mercedes è d’accordo, ma sono fiducioso che tutto andrà per il meglio», ha commentato il padrone della Formula 1 a una domanda specifica sulla firma del team anglo-tedesco.

    Più trionfalistici, prima, i toni: «Abbiamo l’accordo con tutti i team fino al 2020 e poi spero per altri 10 anni e ancora per sempre. Tutti sono d’accordo». E’ bene anche ricordare che nelle settimane scorse fu proprio Ecclestone a rispondere in maniera secca alle “pretese” della Mercedes, che voleva essere trattata da grande scuderia, al pari di McLaren e Ferrari: sia per il rinnovo del Patto della Concordia che in un’eventuale spartizione di poltrone nella struttura che verrà quotata in Borsa a Singapore. Allora Bernie alle richieste Mercedes, seccato rispose: «Hanno vinto una gara, questo è quel che han fatto».

    E non sembra essersi spostato dalla sua linea, visto che oggi ha detto: «Apprezzo e sostengo la Mercedes probabilmente più di qualsiasi altro team in Formula 1. Ma il modo in cui è stato fatto [il Patto della Concordia] è sulla base dei risultati e non possiamo falsificarli, perché se lo facessimo altri si lamenterebbero».

    Fin qui la prima notizia. Il Patto della Concordia sembra a un passo, ma la cautela impone una conferma ufficiale dal grande assente finora: la Mercedes.

    L’altro aspetto emerso in giornata e di non poco interesse, riguarda sempre aspetti economici, ma non per questo meno rilevanti. Dopo il flop di Facebook che ha perso pesantemente nei primi giorni di contrattazione in Borsa, anche l’idea di una quotazione della Formula 1 sembra si stia parzialmente raffreddando. Il Fondo CVC, che sarebbe l’entità da quotare alla Borsa di Singapore, puntava a un esordio entro pochi mesi, ma dopo la doccia fredda che ha colpito Zuckerberg e il suo prodotto, anche Ecclestone si è mostrato più cauto, dicendo che è meglio attendere una situazione più tranquilla dei mercati.

    L’eco di un tonfo del prodotto Formula 1 dopo una quotazione non sarebbe certo uno spot di cui andar fieri, e questo i gestori del Circus lo sanno bene.

    I primi dettagli dell’accordo

    Stamane il giornale inglese The Guardian ha svelato alcuni dei punti che sarebbero alla base del futuro Patto della Concordia. L’aspetto più interessante sotto al profilo sportivo riguarda senza dubbio la possibilità per Ecclestone di aggiungere ulteriori gran premi in calendario. Infatti, si andrebbe verso i 22-23 appuntamenti nei prossimi anni. Questo consentirà di accrescere gli introiti, che sembrerebbe verranno spartiti come segue: ai team andrà il 47.5% dei profitti del “prodotto Formula 1″, con un trattamento particolarmente benevolo nei confronti della Ferrari, per la storia che rappresenta. Maranello avrebbe diritto a un 2.5% extra della quota riservata ai team, a cui va aggiunto un +7.5% che è stato riservato anche a McLaren e Red Bull in quanto top team negli ultimi tre anni. Gli obblighi per le squadre che siglano il Patto sono di non abbandonare il Circus fino al 2020, con l’eccezione del caso in cui diminuissero considerevolmente i profitti attualmente stabiliti. Ancora una volta, per la Ferrari ci sarebbe una clausola aggiuntiva e particolare: Maranello potrebbe abbandonare solo nel caso di un cambio di controllo della Formula 1 nei prossimi due anni, oppure nel caso di profitti diminuiti del 25%, nello stesso arco di tempo.

    Sono indiscrezioni riportate dalla stampa straniera, che tracciano bene il quadro che si prospetta davanti alla Formula 1 da qui ai prossimi anni. Resta ancora in punto di domanda della Mercedes che non ha ufficializzato la firma.