F1: Petrov non si preoccupa di Raikkonen

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    Ci abbiamo sperato e ci abbiamo creduto, ma sembra che anche il prossimo anno la Formula 1 dovrà fare a meno di Kimi Raikkonen. L’ex ferrarista, passato ai rally a fine stagione 2009, di recente aveva preso contatti con la Renault per vagliare un suo possibile ritorno alla categoria maggiore del motor sport ma ora sembra invece che il giovane russo Vitaly Petrov, di cui il finlandese avrebbe dovuto prendere il volante, possa dormire sonni tranquilli dato che verrà riconfermato anche per la prossima stagione.

    VITALY PETROV. Il giovane rookie della Renault, approdato in Formula1 a inizio stagione dopo un secondo posto nel campionato GP2 nel 2009, sembra sarà confermato dai francesi anche per il prossimo anno. Petrov non ha brillato particolarmente da quando ha messo piedi a Enstone, pur non essendo privo di talento, e la sua posizione, specialmente dopo l’ipotesi di un possibile ingaggio di Raikkonen, è sembrata sempre più in bilico. Secondo fonti tedesche però, il pilota russo sembrerebbe ora l’unico rimasto in lizza per la prossima stagione, dal momento che i tre candidati alternativi – Sutil, Heidfeld e Glock – sono stati tagliati fuori dai giochi.

    È TUTTO UN BLUFF? E dalla Finlandia il quotidiano Turun Sanomat ha fatto eco ai colleghi germanici dichiarando come Kimi non abbia alcuna intenzione di fare marcia indietro, salvo con una monoposto che possa puntare seriamente al titolo iridato. Inoltre, le recenti dichiarazioni di Eric Boullier, team principal della Renault, che ha sottolineato di voler incontrarsi faccia a faccia con Raikkonen per capirne le reali intenzioni, secondo i finlandesi sarebbero solamente una mossa strategica per mettere pressione a Petrov e ai sui sponsor. “Non sono preoccupato”, ha dichiarato il diretto interessato dopo il gran premio di Singapore, in merito a i suoi possibili sostituti per la prossima stagione. “Perché dovrei esserlo? Sono loro semmai che si devono preoccupare. Credo che per quanto mi riguarda continuerò solamente a fare il mio lavoro”.

    Sintetico e glaciale, come un certo Kimi Raikkonen