F1 più brutte di sempre: le peggiori monoposto della storia, la classifica [FOTO]

F1 news: Durante le stagioni di Formula 1 sono scese in pista auto considerate brutte esteticamente. Ecco le F1 più brutte di sempre, della storia. La nostra classifica.

da , il

    Bisogna ammetterlo, non sempre le monoposto di Formula 1 sono state disegnate bene. La F1, si sa, dovrebbe essere il perfetto connubio tra potenza, competizione e bellezza: cosa succede però quando quest’ultimo elemento viene meno? Se nel 2014 pensavate di averle viste tutte (protuberanze sui musi, livree assenti…) sappiate che vi sbagliate di grosso: abbiamo raccolto 6 esempi di monoposto quantomeno opinabili dal punto di vista estetico. E, pressoché di pari passo, riscontri in pista inversamente proporzionali all’originalità del progetto. Sfogliate le pagine per scoprire le monoposto più brutte che si sono viste in pista nel campionato mondiale di Formula 1.

    ARROWS A22 – JORDAN EJ11 (2001)

    Se negli ultimi anni le fantasie estrose dei geni son state pesantemente limitate, fino ad una decina d’anni fa colossali buchi nei regolamenti consentivano di osare ciò che gli altri, probabilmente, non avevano nemmeno immaginato: rientra in questa famiglia di soluzioni il mini-alettone che Jordan e Arrows installarono in occasione del GP di Monaco sul naso della vettura, poco più avanti dell’asse anteriore. L’intento era quello di sfruttare al massimo il carico aerodinamico generato dal flap extra, ma pare che l’unico risultato tangibile fosse quello di limitare la visuale dei piloti. A fronte di questa pericolosità, il miniflap venne bandito dalla FIA per qualifiche e gara.

    HONDA RA108 (2008)

    Il 2008 era un anno cruciale per la Honda: acquisita la totalità del Team, gli anni immediatamente precedenti erano stati particolarmente avari di soddisfazioni per il team made in Japan, tanto che nel 2007 più volte le loro monoposto eran state surclassate dal team satellite Super Aguri, che di Formula 1 aveva solo il telaio della Arrows del 2002. Con l’estrema necessità di trovare conseguire risultati gli ingegneri progettarono dei curiosi quanto inutili deflettori che scaturivano dal naso della vettura. Immediatamente soprannominati “Orecchie di Dumbo”, non contribuirono in alcun modo alla competitività della vettura che, a parte un podio nella caotica gara di Silverstone, si ritrovo a navigare costantemente nelle retrovie, tanto da indurre la dirigenza a ritirare la Honda dalla Formula 1 a fine stagione:nessuno poteva sapere che l’anno successivo con quella monoposto avrebbero vinto il mondiale. Cornuta e mazziata, insomma.

    WILLIAMS FW26 (2004)

    Il 2004 ancora oggi rappresenta purtroppo una data cruciale per i fans della scuderia di Grove, poiché segna di fatto la fine dell’epoca da protagonista e l’inizio di un lungo e buio tunnel da cui la scuderia è uscita solo nella passata stagione. All’inizio di quella stagione, tolti i veli, la maggior parte dei presenti rimase a bocca aperta: a fronte di un retrotreno particolarmente sinuoso a primo impatto il muso presentava un’accentuatissima biforcazione, che presto gli valse l’epiteto di “Tricheco”. Come già accennato prima, la stagione fu nettamente al di sotto delle aspettative, tanto che a metà stagione il muso biforcuto lasciò spazio ad una soluzione decisamente più convenzionale.

    FERRARI F2012 (2012)

    Anziché spaziare tra oriente e occidente é arrivato il momento di guardare a casa nostra. Per quanto irrecuperabile fosse la grazia delle vetture di inizio millennio, i nuovi regolamenti non han fatto altro che peggiorare la situazione già a partire dal 2009, quando l’armonia delle vetture venne pesantemente compromessa. A seguito di un paio di incidenti nel 2010 (Schumacher ad Abu Dhabi e Trulli a Monaco) in cui il muso dell’altro pilota rischiò di diventare una ghigliottina, vennero apportate modifiche al regolamento 2012 in modo di imporre una ridotta altezza da terra dell’alettone anteriore. Il risultato fu un parco macchine di vetture al limite dell’orrendo, capitanate proprio dalla rossa di Maranello: un corpo vettura troncato in corrispondenza delle ruote anteriori per lasciare spazio ad uno scalino in modo che il muso poi proseguisse lungo un profilo a norma. La disomogeneità era tale che le valse parallelismi e caricature con le note costruzioni Lego.

    MARCH 711 (1971)

    Intuita la potenzialità della sviluppo aerodinamico, negli anni Settanta fiorirono una serie di -presunti- lampi di genio che avrebbero dovuto creare un gap significativo sulla concorrenza. Una di queste trovate é rappresentata sicuramente dalla March del ’71 che alla sua terza stagione nel circus si presento’ con un alettone anteriore ovale e nettamente rialzato che venne presto soprannominato “Tea Tray” (vassoio da the). A differenza della maggior parte delle innovazioni, questa curiosa lamiera garantì alla vettura una certa competitività, come dimostrano i cinque podi conseguiti e la seconda posizione in classifica generale.

    ENSIGN FORD N179 (1979)

    C’é poco da aggiungere in realtà su questa curiosa monoposto, basta osservare le foto. L’estrema ricerca di effetto suolo diede vita a soluzioni impensabili come ventilatori inversi montati sotto al fondo delle vetture e, ovviamente, subito radiati; alla Ensign perseguirono il downforce nel modo meno elegante e discreto possibile. Per sfruttare un’ottima le distribuzioni delle componenti meccaniche, si ridussero ad esporre i radiatori sul naso della vettura dandole quel caratteristico -e orribile- andamento a scaletta.

    MANUEL CASALI