F1, Prost: 7 idee per ricostruire il GP di Francia

Formula 1: prendi il caso del Gran Premio di Francia di F1, spiegato da Alain Prost, e capisci quanto sia pesante la crisi europea anche in tema di motori

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    Alain Prost, ultimo campione del mondo di Formula 1 battente bandiera francese, sta tentando in tutti i modi di regalare nuovamente alla sua nazione il Gran Premio di F1. Frustrato per i tanti ostacoli incontrati nel suo cammino, ha svuotato il sacco raccontando quanto sia difficile nell’attuale panorama economico mondiale riuscire ad organizzare una gara della massima serie automobilistica in Europa. Mentre in Medio Oriente ed in Asia si costruiscono cattedrali nel deserto, nel Vecchio Continente si piange miseria. Ed il pensiero va anche agli organizzatori del Gp di Roma

    GP FRANCIA F1. Son già due stagioni che lo storico GP di Francia non compare più nel calendario della Formula 1. Il numero di gare europee è in costante calo se rapportato alle nuove realtà emergenti dei circuiti di Asia e Medio Oriente. Ed anche le prospettive per chi resta non sono rosee (vedi il caso del GP d’Europa a Valencia che vorrebbe uscire anticipatamente dal Circus). La ragione di questo scenario è semplice e ce la spiega Alain Prost. Le idee non mancano: si va dal rilancio del circuito di Mangy Cours che ha ospitato la corsa fino al 2008 fino alla creazione di una corsa a Disneyland passando per una gara cittadina tra i viali di Parigi e per il ritorno in auge di impianti come Digione (quello del duello immortale tra Arnoux-Villeneuve) o Le Castellet. Il tutto senza dimenticare Le Mans e l’inedito Flins-Les-Mureaux. “Il progetto con la Disney si è mostrato un po’ complicato – spiega il quattro volte iridato - Flins era un luogo eccezionale con un vero e proprio progetto completo. Tutti erano entusiasti, soprattutto Bernie Ecclestone. Ma il progetto è stato abbandonato quando ormai tutto era pronto e finanziato per un problema ambientale che invece era essenzialmente politico”, ammette Prost.

    COSTI GP F1. Il problema, al di là delle interferenze politiche, è di pura natura economica. Il costo richiesto da Bernie Ecclestone per portare il Circus va dai 15 milioni di alcuni circuiti europei ai 40 di Abu Dhabi. Per rendere l’operazione produttiva, quindi, ci vogliono oltre 100 mila spettatori. Una cifra impossibile da raggiungere oggi. Ecco perché le amministrazioni pubbliche devono entrare in gioco:“Se ci fossero 50.000 o 60.000 spettatori paganti, ed il prezzo di un Gran Premio è di 15 milioni, le perdite ammontano a circa 8 milioni di euro. Chi può colmare questi 8 milioni di euro? Quindi, se i politici o il governo non sono dell’idea che per la Francia è importante avere un Gran Premio, non vale nemmeno la pena di parlare“, ribadisce Alain Prost cercando di sensibilizzare i governanti dell’importanza di mantenere un Gp di F1 nel proprio territorio indipendentemente dal ritorno economico.