F1: quattro nomi di circuiti che ballano

Formula 1: Belgio, India, Corea e Stati Uniti

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    Se non ballano, traballano! I circuiti di Spa-Francorchamps, Corea, India e Stati Uniti fanno parlare del proprio futuro. La mitica sede del Gran Premio del Belgio rischia di sparire dal calendario della Formula 1 dal 2013. La nuova corsa nello stato asiatico, invece, resta ancora in forse sebbene il suo esordio nel Circus sia fissato già per il prossimo ottobre. L’emergente e ricca India chiede di avere ben due gare sul proprio suolo mentre Austin in Texas si conferma pronta ad ospitare il nuovo Gran Premio degli Stati Uniti entro due anni. Il progetto sarà firmato ancora una volta Tilke.

    GP BELGIO. 2012 ultimo atto? Gli organizzatori del GP del Belgio non hanno ancora rinnovato il contratto con Bernie Ecclestone. La crisi si fa sentire e, ad oggi, i tagliandi staccati sono appena 40 mila per l’intero weekend di gara. La dispersiva configurazione del tracciato non rende godibile lo spettacolo dal vivo tanto quanto in tv. Per questo prende piede l’idea di un taglio che, però, decreterebbe la fine del fascino di questo imperdibile appuntamento. “Speriamo di non fare la fine della Francia…” ha amaramente dichiarato il direttore della struttura indicando in 65 mila paganti il numero minimo richiesto per non finire un’altra volta in rosso.

    F1 INDIA. L’india si avvicina al primo Gran Premio della propria storia e, intanto, già pensa ad ospitarne un altro. Si vocifera che Bernie Ecclestone sia in trattativa anche con la città di Mumbai. La prima gara di F1 della storia della Nazione sarà con tutta probabilità disputata nella capitale Nuova Delhi dal 2011.

    GP USA. L’architetto del Reich Hermann Tilke è atterrato ad Austin in Texas per iniziare i lavori del tracciato sul quale di correrà il prossimo GP degli Stati Uniti. Tutto procede come previsto pertanto sarà il 2012 l’anno buono per vedere questa nuova pista in calendario. “Ci sono la terra, i soldi e un contratto firmato con la F1. Siamo pronti per affrontare la parte finale di tutto questo progetto, ossia la costruzione effettiva della pista - ha dichiarato Christina Epp che fa parte del gruppo di Tilke – Dobbiamo ancora studiare quanti edifici e quante strade di accesso bisogna costruire: il tutto assomiglia alla pianificazione e creazione di una nuova città”. I lavori veri e propri inizieranno a dicembre.

    GP COREA. Se l’impianto coreano non dovesse essere pronto entro due mesi, la corsa asiatica non sarà sostituita da nessun altro circuito europeo. E’ questo il pensiero di Bernie Ecclestone. Le perplessità sull’impianto asiatico crescono con il passare dei giorni. Ricordiamo che il GP di Corea è previsto per il 24 ottobre. Al momento gli unici due a crederci sono Ecclestone e Tilke. Chi altri, sennò?