F1: Red Bull corteggia Hamilton per curare Vettel

Formula 1: cosa c'è dietro al corteggiamento della Red Bull a Lewis Hamilton? Cosa c'è dietro ai messagg d'amore inviati da Vettel alla Ferrari? Facciamo chiarezza

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    Perché continuare a parlare di Lewis Hamilton alla Red Bull? E’ evidente che l’inglese non si muoverà dalla McLaren. Perché insistere? Ieri, con grande anticipo sui tempi, abbiamo parlato della complessa situazione di Felipe Massa alla Ferrari. Oggi, dopo aver raccolto alcune informazioni dall’Inghilterra, possiamo fare chiarezza su cosa ci sia dietro al pressing Red Bull su Hamilton. La faccenda è piuttosto complessa: iniziamo col dire che nulla in Formula 1 avviene per caso.

    RED BULL SU HAMILTON. Partiamo dall’inizio. Lewis Hamilton non avrebbe nessuna intenzione di andare alla Red Bull. Anzi, interrogato sul tema, si prende persino il lusso di sfottere la casa austriaca definendola banalmente un’azienda di drink energetici che nulla ha a che vedere con la Ferrari e la “sua” McLaren, team storici della F1. La Red Bull, però, insiste e prospetta al campione del mondo 2008 una vettura super con la quale primeggiare per molti anni stracciando ogni record. Perché questo atteggiamento da parte dei bibitari? La risposta è un’altra domanda:”perché no?”. Fare così ha solo vantaggi: puramente strategici, s’intende. Da una parte iniettano un filo di distrazione ad uno dei piloti più temibili al momento. Dall’altra fanno capire a Sebastian Vettel, un gran manico che talvolta tende a rilassarsi troppo se si sente sicuro di sé, che non deve mai abbassare la tensione. Nulla è scontato.

    VETTEL E HAMILTON. Chi butta benzina sul fuoco è il team principal Red Bull Chris Horner. Con la scusa di smentire l’eventuale arrivo di Hamilton, in realtà dimostra che l’inglese è davvero nei piani della scuderia:“E’ difficile prevedere come sarebbe avere due piloti del calibro di Lewis e Sebastian sotto lo stesso tetto. Ci sarebbero fuochi d’artificio come è capitato con Fernando Alonso e Lewis alla McLaren”. La nostra verità, ad oggi, è che queste sono solo speculazioni. Sono messaggi in codice inviati dal team Red Bull al suo pilota Sebastian Vettel sfruttando la risonanza dei mezzi di comunicazione di massa. Niente di più, niente meno di quanto fatto dallo stesso campione del mondo in carica quando si è schierato apertamente verso un approdo in Ferrari. Per diversi anni i due fenomeni dormiranno sotto tetti diversi.