F1, Red Bull: dopo la vittoria siamo più uniti che mai

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    Dopo la doppia vittoria nel mondiale 2010 di Formula1, la Red Bull è più unita che mai. Così assicura Dietrich Mateschitz, presidente della squadra austriaca, all’indomani della vittoria del titolo piloti con Sebastian Vettel e di quello costruttori, già conquistato nel penultimo appuntamento in Brasile. La Red Bull sembrerebbe dunque vivere il suo momento d’oro: l’iride conquistata dal giovane tedesco non ha infatti aumentato gli attriti con il compagno di squadra Webber, nonostante nel corso dell’anno il rapporto tra i due non sia stato per nulla idilliaco. Tutta acqua passata assicura Mateschitz, che ora punta a bissare il successo anche nel 2011, grazie alla grande famiglia della lattina.

    F1 2010. La Red Bull sbanca il mondiale 2010 di Formula1 e festeggia insieme a tutta la squadra. Avete capito bene: tutta la squadra, compresi i suoi due piloti. Dimenticate dunque gli attriti tra Mark Webber e Sebastian Vettel, che hanno tenuto banco per gran parte del campionato, e i “presunti” favoritismi da parte della squadra nei confronti del giovane tedesco neo incoronato campione del mondo. A Milton Keynes piloti, dirigenza e tutto il personale tecnico sono più uniti che mai. Parola di Dietrich Mateschitz. E nonostante le voci di un possibile abbandono da parte di Webber nel 2011, il capo del team del bibitone assicura: l’australiano rimarrà alla Red Bull anche il prossimo anno e con lui anche tutto il resto del team, nessuno escluso. Niente teste da far saltare quindi (e ci mancherebbe), ma nemmeno nessuna defezione da parte chi si era sempre mostrato sofferente per il trattamento impari ricevuto.

    DIETRICH MATESCHITZ. “Certo che Mark rimarrà con noi”, ha assicurato Mateschitz. “L’intero ‛dream team’ rimarrà insieme. Vorrei aggiungere che ai piani alti della nostra organizzazione non c’è nessuno che non abbia ricevuto almeno una proposta da parte di altri team. Non ne conosco nemmeno uno che abbia accettato. Nessuno si è lasciato tentare. E sono sicuro che questo di certo non cambierà dopo aver vinto due titoli. Una cosa è certa: nel 2011 non saremo più i cacciatori, ma la preda!”. Mateschitz ha quindi ribadito come il successo sia arrivato grazie alla decisione, sostenuta fino all’ultimo, di non imporre alcun gioco di squadra ai propri piloti, così come sostenuto fermamente dal team principal Horner nel corso dell’anno. E questo anche dopo la vittoria di Vettel in Brasile, che sembrava aver compromesso le possibilità di vittoria a favore di Fernando Alonso. “Se avessimo imposto un ordine di scuderia a Interlagos saremmo stati molto stupidi visto come sono andate le cose poi…”, ha proseguito Mateschitz. “I giochi di squadra non sono mai stati un’opzione per noi e alla fine tutto è andato per il verso giusto”.