F1, Red Bull: la frustata di Mateschitz

Formula 1: Red Bull ancora nella bufera per la lotta in famiglia tra Vettel e Webber

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    F1, Red Bull: Mateschitz

    Red Bull in silenzio: parla Dietrich Mateschitz. Il boss della lattina energetica, solitamente molto schivo, sente che è arrivato il momento di farsi sentire e chiama a raccolta la squadra per lanciare un messaggio molto chiaro:“Non abbiamo un numero uno e un numero due. Entrambi i piloti hanno a disposizione due auto di identico livello tecnico e a noi basta vincere il Mondiale, non importa con chi”. A finire nel mirino di Mateschitz è la dirigenza della squadra che non ha gestito bene la situazione tra due piloti logicamente desiderosi di prevalere l’uno sull’altro.

    RED BULL F1. Ha fatto ripetizioni a Maranello Dietrich Mateschitz? Può darsi. Dalle parole del boss Red Bull arriva un messaggio forte e chiaro: non si fanno favoritismi tra i piloti perché l’interesse primario è quello della squadra. A lui non interessa chi sarà il campione del mondo tra Webber e Vettel, l’importante è che non sia qualcun altro che ha approfittato della lotta in famiglia per fare le scarpe alla monoposto più veloce del momento. I colpevoli, secondo Mateschitz , sono i dirigenti del team che non sono stati fino ad ora in grado di gestire la situazione in maniera soddisfacente:“Non c’è nessun vero problema neppure tra i piloti. Tutta la questione è stata comunicata male, sia internamente che ai media – ha spiegato il capo Red Bull prendendosela con le teste pensanti della squadra – Non è stata diplomatica, e forse chissá neanche adeguata”.

    CHRIS HORNER. In risposta alle provocazioni del proprio capo, il giovane team principale Chris Horner chiede al mondo della Formula 1 di rivedere la regola sugli ordini di scuderia. “E’ una situazione che va discussa ancora e chiarita”, ha dichiarato nel corso di una recente intervista. Ricordiamo che l’attuale norma è nata nel 2002 dopo il celebre scambio di posizioni avvenuto all’ultimo giro del GP di Zeltweg tra Schumacher e Barrichello. “Mark (Webber) ha ancora 2-3 anni di carriera mentre Sebastian (Vettel) 10,11,12 … – ha aggiunto Horner nel maldestro tentativo di spiegare perché la squadra segua maggiormente il tedesco – per cui quando parli di futuro è ovvio che sia Sebastian colui il quale resterà più tempo con la squadra”. Per chi ancora avesse de dubbi, il cocco di papà è servito.