F1, Red Bull: non vogliamo Hamilton

Formula 1: la Red Bull smentisce l'interesse per Lewis Hamilton e, indirettamente, avvicina la riconferma per Mark Webber anche nella prossima stagione

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    Il mercato piloti per la stagione 2012 di Formula 1 entra nel vivo. Curiosamente, oggi sono più interessanti le smentite su affari-impossibili rispetto agli accordi effettivamente conclusi. Ne è un esempio l’ultima dichiarazione del team principal della Red Bull Christian Horner il quale precisa con vigore che Lewis Hamilton non è un nome sul suo taccuino. In un’intervista al The Guardian, il boss dei lattinari spiega il suo punto di vista:“La cosa più importante è che non esiste un individuo che sia più grande del team. Questo è il motivo dei nostri successi. Noi lavoriamo come una squadra”.

    LEWIS HAMILTON. Niente follie per avere Lewis Hamilton da parte della Red Bull. Questa notizia spiana la strada al rinnovo del contratto con il 35enne Mark Webber come compagno del confermatissimo e blindatissimo Sebastian Vettel. “Una combinazione Hamilton-Vettel, sulla carta, sarebbe molto accattivante per ogni team. Ad ogni modo, devi guardare le dinamiche di una collaborazione del genere e le difficoltà su come tenere in armonia due campioni assoluti come loro”, ha spiegato Horner. Ricordando casi celebri nella storia di campioni che si sono fatti la guerra in casa come Senna-Prost o Mansell-Piquet, il boss Red Bull precisa:“Lewis è un pilota fantastico, probabilmente uno dei tre più forti al mondo. Ma siamo contenti della combinazione che abbiamo”. Come anticipato, quindi, la conferma per Webber si avvicina a grandi falcate:“Seb ha un contratto a lungo termine con noi e siamo contenti del lavoro di Mark Webber. E’ difficile vedere come Lewis potrebbe inserirsi in questo scenario”.

    RED BULL. Adrian Newey è molto critico con la nuova regola sugli scarichi. “La nostra macchina è progettata attorno a questa soluzione – ha ricordato il Genio facendo riferimento al soffio dello scarico sul diffusore – sono sconcertato del fatto che sia stata considerata legale fino ad un certo punto”. In molti faticano a spiegare ed a spiegarsi come la FIA abbia potuto cambiare le carte in tavola a partita in corso. “E’ un momento difficile - ha aggiunto il progettista più illuminato della F1 - perché dobbiamo rivedere il nostro progetto proprio mentre sta iniziando il lavoro per la monoposto del prossimo anno. A questo punto, in un normale ciclo di sviluppo, sposti le tue risorse. Ma quest’anno c’è un extra-carico di lavoro che non era stato calcolato”.