F1, Red Bull: per quanto ancora lattine in pista?

Formula 1: la Red Bull si interroga sulla propria permanenza in F1 e la risposta viene legata ai risultati

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    Gran Premio Abu Dhabi 2010

    Se ti chiami Bruce McLaren, Frank Williams o Enzo Ferrari e riesci a mettere in piedi una scuderia vincente in Formula 1 soprattutto per passione, puoi sperare di lasciare ai posteri il tuo nome su una delle monoposto più veloci del pianeta. Se ti chiami Mercedes, BMW, Honda, Renault (eccetera) – al netto di strategie aziendali – puoi pensare di fare altrettanto. Ma se ti chiami Red Bull, se il tuo nome è quello di una bibita gassata, la strada è tremendamente più in salita. Lo sanno bene dalle parti di Milton Keynes. Ed, infatti, dichiarano:”La Formula 1 per noi è una leva di marketing. Valutiamo entrate e uscite. Solo se il nostro successo proseguirà non ci saranno dubbi sulla nostra permanenza”.

    RED BULL F1. La scuderia di Dietrich Mateschitz non si nasconde dietro ad un dito. Al di là della nota passione per i motori del boss austriaco, ci sono solide considerazioni economiche nell’investimento fatto in Formula 1. Le vittorie in pista garantiscono notorietà e successi sotto forma di pagine di riviste specializzate, articoli su Tv, internet e ogni media possibile, servizi giornalistici, fans club, merchandising a manetta, eccetera. Tutto ciò serve per la diffusione del marchio con annessa crescita di vendite delle lattine energetiche. Tanto di cappello, sia chiaro. Con questa prospettiva, è un risultato incredibile essersi tenuti dietro colossi dell’auto quali Ferrari, McLaren, Mercedes, Renault… Il rovescio della medaglia sta nella tenuta a lungo termine. Chi può scommettere, ad esempio, sui risultati della Red Bull tra dieci anni?

    FORMULA 1. Non ci scommette, ad esempio, Helmut Marko. Il braccio destro di Mateschitz, superconsigliere del team e scopritore di talenti come Sebastian Vettel, dichiara:“Vogliamo restare ma dobbiamo continuare a vincere”. I tempi duri arriveranno. Prima o poi. La scuderia anglo-austriaca, però, sa bene come rimandare il problema più in avanti possibile:“Il segreto sta nella continuità – ha aggiunto Marko - non abbiamo avuto cambi negli ultimi tre anni. Ci sono stati spostamenti di talenti emergenti ma tutti sono rimasti dentro alla famiglia. Quest’armonia si è trasformata in successo”. Altro punto di forza della Red Bull, sempre secondo l’ex pilota austriaco, è la capacità di innovare:“Siamo sempre stati copiati. Durante la stagione le altre monoposto sono diventate via via più simili alla nostra. Alla fine cambiava solo il colore della carrozzeria…”, ha concluso.