F1, regole 2017: salta accordo tra team e FIA! Ora Todt è solo?

Formula 1: slitta ancora la decisione delle nuove regole in vista del 2017. La FIA ora sembra costretta a decidere da sola senza ascoltare più le proposte dei team. C'è tempo fino al 1° marzo

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    Non è ancora arrivato l’accordo tra i team di Formula 1, la FIA e la FOM sui nuovi regolamenti che interesseranno la categoria regina del motorsport a partire dal 2017. Sembra che questo immobilismo, frutto dell’inconciliabilità di interessi individuali con la voglia di fare scelte a tutela del bene comune, nasconda anche il desiderio di buona parte degli addetti ai lavori di rimandare l’intera faccenda al 2018. Le scuderia di F1, però, stanno giocando con il fuoco. Jean Todt ha dato prova di una straordinaria voglia di democrazia ma, non appena si renderà conto che con questo atteggiamento sarà dura arrivare da qualche parte, inizierà a fare da solo.

    Niente accordo sui motori

    Non è arrivato il benché minimo accordo su un solo argomento dall’incontro di tenutosi ad Heathtow e che ha visto impegnati in prima fila i rappresentanti degli undici team di Formula 1, quelli della FIA e quelli della FOM. In ballo c’erano novità regolamentari, soluzioni per ridurre i costi, idee per migliorare lo spettacolo e proposte per aumentare i livelli di sicurezza. La prossima occasione sarà il 23 febbraio a Ginevra, pochi giorni prima dell’incontro tra Strategy Group e F1 Commission. L’obiettivo è concludere il tutto entro il 1° marzo.

    Informalmente, sembrava fatta. In verità, no. L’idea era quella di abbassare da 20 milioni a soli 12 all’anno il costo per la fornitura delle power unit. Per fare ciò, sarebbero state standardizzate alcune componenti così da rendere meno gravoso il lavoro di sviluppo e ricerca. E’ proprio su questo punto che cade l’asino. Le power unit di Ferrari e Mercedes, ad esempio, hanno filosofie costruttive diverse che rendono non facilmente compatibile la standardizzazione delle componenti elettriche. Andare in una direzione o nell’altra significherebbe mettere nei guai l’una o l’altra squadra. E, visto il peso specifico di entrambi, non sarà facile arrivare ad un punto d’incontro.

    F1 2017, aerodinamica: i dubbi Red Bull

    E allora? Allora la palla passa in mano a Jean Todt e Bernie Ecclestone che ora hanno la possibilità di imporre le loro scelte senza stare più ad ascoltare le esigenze dei team dato che è stata superata la data di scadenza concessa loro per trovare un compromesso. La missione della Federazione Internazionale dell’Automobile non è facile. Sempre a titolo esemplificativo, basti dire che – nonostante 8 scuderie su 11 avessero trovato l’accordo per le nuove regole sul fronte aerodinamico – la Red Bull ha bloccato i lavori insinuando il dubbio che costruire vetture più larghe e con alettoni più grandi avrebbe nuovamente reso più difficili i sorpassi a causa di una diminuzione dei benefici derivanti dall’effetto scia.

    F1, sicurezza: interessa davvero?

    Anche sulla sicurezza l’unanimità è lontana. Bernie Ecclestone sostiene persino che togliendo il rischio ai Gran Premi di Formula 1 se ne snaturi l’essenza. Altri fanno notare che le soluzioni proposte per salvaguardare la testa del pilota, leggasi idea del cupolino, non avrebbero comunque evitato la tragedia capitata a Jules Bianchi. Non solo, ogni team vuole adottare una soluzione che meglio si abbini al resto del proprio progetto.

    Inutile dire, infine, che l’accordo è mancato anche sui test. La Pirelli aveva chiesto la possibilità di provare in pista con i migliori team di F1 ed i migliori piloti gli pneumatici più larghi che debutteranno nel 2017. Invece, se non ci saranno variazioni in futuro, dovrà accontentarsi delle proprie simulazioni al computer. Non ci si lamenti, poi, se dovesse esplodere qualche gomma di troppo.