F1, Schumacher: gli ex campioni tifano ancora per lui

Nonostante gli scarsi risultati ottenuti nella stagione 2010, la decisione di Schumacher di tornare in Formula1 è sostenuta anche da tre veterani del Circus: Martin Brundle, John Surtees e Jody Scheckter

da , il

    schumi2011

    Michael Schumacher ha fatto la scelta giusta a tornare in Formula1 dopo tre anni di assenza dalle competizioni, nonostante il 2010 non gli abbia regalato molte soddisfazioni, anzi. A scoccare una lancia a favore del pluricampione del mondo sono questa volta tre big del passato del calibro di Martin Brundle, John Surtees e Jody Scheckter. I tre veterani della Formula1 sono infatti concordi sul fatto che non bisogna giudicare il ritorno di Schumi in base ai risultati e tutti sono pronti a scommettere sui suoi nuovi successi futuri.

    MICHAEL SCHUMACHER. Schumacher è sempre Schumacher, non importa che vinca o perda. Ancora una volta c’è chi appoggia pubblicamente la decisione dell’ex campione del mondo tedesco di tornare alle competizioni di Formula1, dopo i tre anni di stop che l’hanno tenuto lontano fino alla scorsa stagione. Nel 2010 Schumi è passato in secondo piano rispetto ai big protagonisti del mondiale e addirittura rispetto al suo compagno di squadra Nico Rosberg, che ha chiuso l’annata due posizioni davanti al Kaiser in classifica generale. Di certo la Mercedes GP non ha aiutato i suoi piloti, ma il sette volte iridato non è comunque riuscito a distinguersi in alcuna occasione. Colpa dell’età, delle nuove regole e delle nuove gomme o di una monoposto poco competitiva? Dal prossimo anno la squadra tedesca si preannuncia essere tra le favorite insieme ai big e, se così fosse, lo stesso Alonso ha dichiarato che allora ci sarebbe da preoccuparsi di un rivale come Schumi. Nel frattempo il fenomeno di Kerpen raccoglie altre pacche sulle spalle dai veterani del Circus e va avanti per la sua strada. Martin Brundle, John Surtees e Jody Scheckter hanno infatti sostenuto la scelta di Schumacher di tornare a correre in Formula1, suggerendo che l’impresa del Kaiser non va giudicata in termini di risultati.

    MARTIN BRUNDLE. “Non ho problemi con il suo ritorno”, ha esordito l’ex pilota britannico nel corso di un intervento sul palco all’Autosport International Show. “Rispetto la sua scelta e credo che non si possa giudicarla giusta o sbagliata perché è quello che ama fare: credo che dovremmo concedergli ancora un po’ di tempo. L’unico errore è stato annunciare all’inizio dell’anno che sarebbe tornato solo per vincere perché in questo modo si è posto un obiettivo troppo alto. Avrebbe dovuto dire «farò del mio meglio, vediamo quanto lontano posso arrivare; supporterò comunque Nico e la squadra e cercherò di vincere delle gare». La difficoltà più grande per Michael a mio parere”, ha proseguito Brundle, che è stato compagno di squadra di Schumi alla Benetton nel 1992, “è l’essersi ritrovato in una realtà differente rispetto agli anni in cui lui era il numero uno alla Ferrari e aveva un supporto e un’attenzione incondizionata da parte della squadra: sviluppava le gomme Bridgestone e il suo compagno di squadra era anch’egli lì per aiutarlo tanto che spesso veniva mandato in pista per provare un set di pneumatici per Michael, che non voleva perdere tempo. Aveva un sacco di vantaggi. Sia io che Jody avremmo voluto fare lo stesso se avessimo potuto: Niki Lauda l’ha fatto, così come Alain Prost e Ayrton Senna. Tutti i grandi campioni sono spietati”.

    JODY SCHEKTER. “Dal suo punto di vista è una buona decisione”, ha commentato il sudafricano vincitore del mondiale di Formula1 nel 1979. “Dopo il suo addio se ne stava al muretto cercando di sembrare impegnato, mentre ora secondo me si diverte più di un tempo, quando correre rappresentava una sfida molto più dura per lui”.

    JOHN SURTEES. La leggenda britannica della Formula1 e del Motomondiale, (Surtees è stato infatti l’unico pilota della storia ad essere riuscito a conquistare entrambi i titoli iridati), ha invece sottolineato come il rapporto che Schumi è riuscito a costruire con i suoi vecchi team, Benetton e Ferrari, sia stato determinante per i suoi successi, cosa che alla Mercedes GP non è ancora avvenuta. “La verità è che Michael è riuscito a creare un’ottima relazione con la propria squadra e questo aspetto era direttamente collegato alle prestazioni delle vetture in pista: ha fatto un ottimo lavoro per la Ferrari e sono sicuro che farà lo stesso anche per la Mercedes GP. Non ha comunque senso aspettarsi che Schumacher ricominci da dove aveva lasciato, perché le cose sono cambiate enormemente in Formula1 dal 2006”.