F1, Schumacher: il ritiro torna un’ipotesi

Formula 1: Michael Schumacher si mette a parlare del suo possibile ritiro

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    E’ dalla bocca di Michael Schumacher che stavolta escono parole sibilline in merito ad un possibile ritiro anticipato. Una volta tanto, vale la pena riportarle. Il pilota Mercedes GP appare non solo più rilassato ma anche più riflessivo ed in una recente intervista ammette che tutto è ancora possibile. Effettivamente, andando a scavare nella testa del sette volte iridato, si capisce bene il punto di vista adottato: si è messo in gioco per tre anni sperando di trovarsi entro questo tempo una Mercedes missilistica che gli consentisse di vincere l’ottavo titolo. A metà del percorso si sta rendendo conto che ciò non accadrà: né ora. Né nel 2012.

    MICHAEL SCHUMACHER. Appurato che non esistono le condizioni per avere tra le mani una Mercedes GP forte come la sua Ferrari del 2002 o del 2004, Michael Schumacher è pronto a fare un passo indietro. Il suo obiettivo iniziale era quello di dimostrare che il talento non invecchia e far crescere il team tedesco fino a portarlo al suo ottavo titolo iridato. La concorrenza, però, è spietata ed appare sempre più improbabile che entro il 2012 da Brackley riescano a sfornare una monoposto che ammazzi il campionato in stile Red Bull. Tutto ciò lo diciamo ignorando il problema della concorrenza interna di Nico Rosberg. Ovviamente. “Sono più rilassato e non so se questa mentalità è giusta per la squadra – ha affermato Schumacher - ad un certo punto dovremmo valutare se continuare o interrompere”.

    NICO ROSBERG. Come anticipato, ogni velleità di vittoria di Schumacher non prende in considerazione neppure la presenza scomoda di Nico Rosberg. Quello, semmai, sarebbe un problema da affrontare in un secondo momento. In merito alle prestazioni dl compagno di box, urge una precisazione: qualcuno va assurdamente sostenendo che il biondino non è un manico solamente perché, ad oggi, non ha vinto ancora nulla mentre altri giovani come Vettel e Hamilton sono saliti più volte sul gradino più alto del podio ed hanno già conosciuto l’emozione di laurearsi campioni del mondo. Quest’analisi oltre che ottusa è in assoluta malafede. Qualcuno mi spieghi, in uno sport dove la macchina conta almeno all’80%, come si fa a giudicare un pilota solo dalle vittorie. Se, invece, lo si deve giudicare dal raffronto con il compagno di squadra… la prospettiva cambia. Schumacher non sarà più il fenomeno di una volta, ma quello che sta facendo il buon Nico non lo ritengo affatto da sottovalutare. Secondo Ross Brawn, prima di vedere Rosberg battagliare alla pari con la Red Bull, la casa della stella a tre punte deve recuperare un gap di sei mesi di sviluppo. “A Brackley puoi vedere grandi progressi – ha dichiarato il giovane pilota tedesco – sulla macchina i progressi arrivano più lentamente ma sono certo che le vittorie arriveranno. E’ solo questione di tempo”. Quel tempo che sorride a lui e, al contrario, ghigna beffardo al Kaiser.