F1, Stepney: il sabotaggio gli costa 20 mesi

Formula 1: Nigel Stepney è condannato a 20 mesi per il sabotaggio nei confronti della Ferrari durante la stagione 2007 quando mise della polvere bianca nei serbatoio con la goffa speranza di grippare i motori durante il GP di Monaco

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    C’è una confessione, un patteggiamento ed una condanna a 20 mesi per Nigel Stepney. L’ex capo meccanico della Ferrari ha ammesso il tentativo di sabotaggio della monoposto di Kimi Raikkonen alla vigilia del Gran Premio di Montecarlo del 2007 con l’ormai famosa polverina bianca ritrovata nel serbatoio della F2007. La stessa polverina bianca che gli investigatori hanno visto nelle tasche dei suoi pantaloni e nella sua abitazione. Nonostante le prove schiaccianti, il tecnico inglese continuava a mostrarsi sicuro di sé quando era di fronte ai giornali e si proclamava vittima di un complotto.

    NIGEL STEPNEY. Ad incastrarlo non c’era solo quella polverina bianca nelle tasche dei pantaloni e nella propria abitazione. C’erano anche le immagini del circuito chiuso della fabbrica Ferrari a mostrare chiaramente il suo intento sabotatore. Come sperava di farla franca è difficile da immaginare. Presso il Tribunale di Modena, consigliato dai suoi rappresentati legali, Stepney ha deciso di patteggiare con 20 mesi ed una multa di 600 Euro il proprio reato. La pena per il momento è stata sospesa.

    FERRARI. Con quest’ultima mossa si chiude definitivamente la penosa stagione 2007 di Formula 1. Stepney era già stato considerato colpevole dalla giustizia sportiva per la celebre questione spy-story quando regalò all’amico Mike Coughlan tutti i segreti dei progetti Ferrari. Peccato che Mike Coughlan non fosse un tipo a caso ma il capo tecnico del team rivale, la McLaren. Quella stessa McLaren che stava contendendo al team italiano, punto su punto, il primato stagionale. Dal punto di vista sportivo, i due compari si beccarono una squalifica mentre la squadra di Woking, a causa della sua ambigua posizione e delle bugie dette dal patron Ron Dennis nella prima fase delle indagini, si vide azzerare tutti i punti conquistati nel mondiale costruttori e dovette pagare una maximulta da 100 milioni di dollari. Ai piloti Alonso e Hamilton, per ringraziarli della collaborazione, invece, non fu toccato nulla e si giocarono il titolo fino all’ultima gara. Vinse Raikkonen e, a quel punto, il mondo della F1 si divise tra quelli che tirarono un sospiro di sollievo sostenendo che sarebbe stato assurdo veder primeggiare dei piloti al volante di auto costruite in modo truffaldino e coloro i quali si convinsero che la sconfitta di Hamilton e Alonso era stata in qualche modo “pilotata” dalla FIA per evitare un successo quantomeno imbarazzante viste le premesse appena ricordate.