F1, Todt e Ecclestone: successioni difficili?

E’ da anni che si cerca di trovare un successore a Bernie Ecclestone

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    F1, Todt e Ecclestone: successioni difficili?

    E’ da anni che si cerca di trovare un successore a Bernie Ecclestone. Neppure per ipotizzare il secondo pilota della Ferrari si è vista una così lunga lista di candidati. Lo scandalo delle tangenti che lo ha investito in Germania potrebbe giocoforza estrometterlo dal Circus prima di quanto l’83enne patron della Formula 1 pensasse. In questi giorni, quindi, saltano fuori dei nomi che non ti aspetti come Christian Horner della Red Bull o Monisha Kaltenborn in procinto di lasciare la Sauber a causa dell’arrivo di nuovi investitori dalla russia. Staremo a vedere. Manovre di successione sono iniziate anche nell’altra grande stanza dei bottoni: Jean Todt non ha più la certezza assoluta di essere riconfermato presidente della FIA.

    Todt: la minaccia è Ward

    Si chiama David Ward, uomo di fiducia dell’ex presidente della FIA Max Mosley nonché attuale direttore generale della Fondazione per l’Automobile e la Società! Sarà lui con tutta probabilità a sfidare Jean Todt nelle prossime elezioni a presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile. Secondo il Times, questo personaggio non sarebbe innocuo ma rappresenterebbe una vera minaccia per il francese. Queste le parole di Ward:“Non era nei piani ma ora sto pensando di candidarmi, perché è importante tenere in piedi un dibattito che non può esserci senza la presenza di più di un candidato…”

    Chi al posto di Ecclestone?

    Domanda da 1 milione di Euro. Chi siederà sulla poltrona di Bernie Ecclestone? Se non la legge tedesca, sarà l’età a costringere entro un lasso di tempo non lunghissimo il patron del Circus a scegliere un successore. Lui parla come se avesse ancora 8 giovinezze da vivere ma non esclude nessuna opzione. Come ce lo vedete il team principal della Red Bull Christian Horner? E Monisha Kaltenborn? La manager della Sauber, origine indiana con passaporto austriaco, non dispiace neppure a Mr. E. che, parlando a Sport Bild, dichiara:“Perché non una donna? Penso che le donne, a differenza degli uomini, non hanno un ego smisurato, sono meno emotive nel prendere decisioni e non debbano andare a giocare a golf per concludere degli affari. Sono persone che devono lavorare molto duramente per avere gli stessi riconoscimenti degli uomini”.

    Pit stop a tempo determinato?

    Commentando l’incidente nel pit stop del GP di Germania che ha ferito un cameraman della FOM di Bernie Ecclestone, avevamo ipotizzato senza troppo entusiasmo – come una delle soluzioni a favore della sicurezza – l’inserimento di una norma che obblighi le squadre ad effettuare il pit stop rispettando un limite di tempo minimo. Qualcuno l’ha presa sul serio ed è anche di questo che si discute nel paddock del GP d’Ungheria. Restiamo dell’avviso che la strada giusta sia altrove. Magari diminuendo il numero di addetti alle operazioni e prevedendo penalizzazioni severissime per chi crea situazioni di pericolo. Perché no? Intanto, i cameraman potranno sostare solo nel muretto box, tutti gli uomini in pit lane dovranno usare un casco protettivo e l’accesso ai giornalisti sarà vietato.