F1, Trulli accusa: siamo andati indietro di vent’anni!

Jarno Trulli accusa la Formula1 di essere regredita di vent'anni

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    jarno2011

    È polemico Jarno Trulli nei confronti della Formula1 che, a detta del pilota della Lotus, nelle ultime stagioni avrebbe fatto un balzo indietro di vent’anni. Il motivo? Ancora una volta i giovani piloti che affollano il Circus con la loro valigia piena di soldoni e che spesso e volentieri vengono preferiti a giovani talenti con la valigia solo piena di sogni. Con l’abbandono da parte dei grandi costruttori e l’inizio della crisi del settore, la Formula1 di oggi ha visto il riaffermarsi degli indipendenti, e di conseguenza il prevalere degli interessi economici, dettati dalla necessità di attirare grossi finanziamenti per sopravvivere all’interno del Circus.

    FORMULA1. La Formula1 come vent’anni fa. Lo dice Jarno Trulli, pilota della Lotus e ormai veterano del Circus, con i suoi 13 anni di carriera alle spalle. Secondo il driver abruzzese, la massima categoria ha compiuto dei passi indietro nelle ultime stagioni, tanto da poterla paragonare a quella di oltre due decenni fa. Non è più infatti il talento degli aspiranti piloti a determinare le scelte da parte dei team, quanto il bagaglio a più zeri che i più fortunati tra loro posso permettersi di portarsi dietro. Con l’abbandono da parte dei colossi del motor sport come Honda, BMW e Toyota, sono stati i piccoli team indipendenti a trovare un varco per entrare nell’olimpo dell’automobilismo. Il risultato è stata la convivenza tra squadre che hanno fatto la storia della Formula1 e team che si sono lanciati in questa nuova avventura come dilettanti allo sbaraglio, portando a casa solo una pessima figura nella loro stagione di esordio. Difficile infatti stare al passo con i big per i team esordienti, e il 2010 ci ha già dato un assaggio dell’abisso che in termini di performance separa le due “categorie”. E se per sopravvivere in Formula1 e stare al passo con la ricerca e lo sviluppo ci vogliono soldi, ecco che i piloti si trasformano da testimoni per la vittoria a semplici finanziatori. I soldi dunque, parlano più del talento, il tutto a discapito dello sport.

    JARNO TRULLI. “Negli ultimi anni la Formula1 ha preso una brutta piega”, ha dichiarato il pilota della Lotus in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport. “I contratti hanno sempre meno valore e l’unica cosa che interessa sono i soldi portati dai piloti “minori”. Sono solo quattro i team che possono garantire driver eccellenti, mentre per le altre squadre il livello è decisamente basso. Quando ho cominciato la mia carriera in Formula1 la qualità era molto più elevata perché molti costruttori puntavano ad avere piloti vincenti nelle proprie scuderie”. Trulli ha quindi parlato della Lotus, il team dove è approdato a inizio 2010 dopo l’abbandono del Circus da parte di Toyota, il team in cui il pescarese era arrivato nel 2005. “La Lotus è il team più serio tra gli esordienti della passata stagione, ma in caso di problemi finanziari anche loro avrebbero bisogno di trovare dei soldi. La nostra organizzazione è piccola, il dipartimento del marketing non è come quello che si può avere in un top team: non è facile tirare avanti. La Formula1 di oggi è diventata come quella di vent’anni fa: molti piccoli team e qualche costruttore”. E con il futuro di Vitantonio Liuzzi appeso a un filo alla Force India, Jarno Trulli potrebbe diventare l’unico italiano presente in griglia nella prossima stagione. “Sarebbe un peccato per il nostro Paese. Ma il problema sta nella nostra economia e nel fatto che nella mente della gente esiste solo la Ferrari. Il CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) non può fare molto… Fuori dall’Italia invece i piloti trovano degli sponsor nei loro Paesi: Vitaly Petrov ne è un esempio lampante”.