F1, tutte le invasioni di pista recenti [VIDEO]

F1, tutte le invasioni di pista recenti [VIDEO]
da in Curiosità F1, Formula 1 2017

    invasioni pista formula 1

    L’ultimo episodio, nel Gran Premio di Singapore 2015. Ma quello delle invasioni di pista non è un fenomeno nuovo in Formula 1, potendosi contare diversi episodi nel passato recente, che affonda le radici nel 2000 e prosegue fino al Gran Premio di Cina di quest’anno. Due invasioni in una stagione, operazione che si dimostra essere troppo semplice da mettere in atto e finora è solo per pura fortuna che non si è verificata la tragedia, come invece accaduto in passato, nel 1977, in uno degli incidenti più terrificanti della storia di questo sport. Allora non fu un’invasione, ma due commissari che attraversarono la pista nel corso del Gran Premio del Sud Africa, per prestare soccorso. L’epilogo fu drammatico. Riviviamo tutte le invasioni di pista, persone che oltrepassano le recinzioni e per protesta, esibizionismo o, semplicemente, follia, si mettono a correre in pista.

    Il palcoscenico è il vecchio Hockenheim, quello dei rettilinei immersi nel bosco. E dal bosco, al giro 25, spunta un uomo con un lenzuolo bianco addosso e sopra i motivi del suo gesto. E’ un ex dipendente Mercedes, licenziato, che protesta in mondovisione. Cammina nella via di fuga nel prato, poi attraversa la pista e prosegue finché non viene fermato. Nel frattempo, safety car in pista, gara distrutta per Mika Hakkinen al comando (ironia, montava motore Mercedes) e contribuirà alla vittoria, la prima in carriera, di Rubens Barrichello su Ferrari.

    Il folle questa volta ha il volto di Neil Horan, tizio che cerca proseliti e lancia due messaggi: “Leggete la Bibbia” e “la Bibbia ha sempre ragione”. D’accordo, anche condivisibile, però sceglie il palcoscenico sbagliato per lanciare la sua campagna di conversione. Si lancia sull’Hangar Straight di Silverstone, con le monoposto che escono a tutta dalla Chapel e se lo ritrovano davanti al giro 11. Qualcuno tra i piloti prova anche a “minacciarlo” zigzagando con la monoposto e il nostro, in effetti, davanti a una Jaguar si sposta prontamente verso il bordo pista, dove verrà placcato e portato in gabbia. Arrestato, sorte comune a tutti gli invasori di queste pagine.

    Non sceglie la gara, bensì le prove libere 2, lo spettatore che quest’anno a Shanghai è passato dalle tribune davanti ai box direttamente all’interno. Senza che nessuno facesse nulla, ha oltrepassato le barriere, attraversato il rettilineo di partenza, saltato il muretto box e si è indirizzato verso il box Ferrari. Avrà voluto verificare i carichi di benzina prima del long run? Arrestato.

    E’ pacifico e in cerca di un po’ d’aria, il 27enne che al giro 37 dei 61 di gara decide che le barriere protettive su Esplanade Drive, dopo curva 13, gli stanno strette. Le supera e, consapevole del rischio, se ne sta vicino al guard-rail, per la sua passeggiata di salute. Un po’ come camminare in corsia d’emergenza in autostrada. Da solo, così come ha compiuto l’invasione, se ne torna tranquillo nella zona protetta, sfruttando un’apertura per i commissari nella protezione. Abbigliamento discutibile, sguardo di chi ha bevuto un po’, finirà in cella anche lui, aspettando il prossimo che andrà a fargli compagnia.

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