F1, Vettel non è sazio: in Corea per vincere

Formula 1: Sebastian Vettel parla del suo Gran Premio di Corea confermando al solita fame di vittoria

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    sebastian vettel red bull corea 2011

    Non deve ribadirlo. Non deve dimostrarlo. L’abbiamo capito. Sebastian Vettel è perfettamente consapevole del potenziale a propria disposizione, leggasi il giusto mix tra talento e mezzo tecnico altrimenti noto come Red Bull RB7. Talmente consapevole che non si pone limiti e punta ancora a dominare e vincere le prossime gare di una stagione già messa in bacheca. Il suo vero obiettivo è non lasciare neanche le briciole agli avversari. Questa sì che è fame da campioni…

    SEBASTIAN VETTEL. Perché fermarsi? Perché accontentarsi o fare qualche regalo agli avversari. Arriveranno tempi più duri. Adesso è bene approfittare di ogni singola occasione per vincere, ottenere pole position, dare spettacolo e divertirsi alla grande. La pensa così Sebastian Vettel che ragiona come se non avesse appena conquistato il secondo titolo di campione del mondo di Formula 1 ad appena 24 anni. “Quando si arriva ad una gara non si pensa a quello che si è già ottenuto. Siamo in Corea concentrati con la sola differenza che è diminuita la pressione su di noi”. Vettel ha un conto in sospeso con il Gran Premo di Corea. Lo scorso anno fu un ritiro su questa pista a complicargli la corsa verso il titolo. Oggi la preoccupazione va allo spiccato degrado degli pneumatici. Lo stesso degrado che che una settimana fa a Suzuka gli ha impedito di ottenere l’ennesimo successo:“In Giappone abbiamo sofferto più di quanto non pensassimo. Questo weekend ci sarà un approccio aggressivo per cui possiamo approfittarne per capire qualcosa in più sul comportamento degli pneumatici. Forse vederemo cinque pit stop. Non sappiamo ancora”, ha azzardato il tedesco accodandosi a dichiarazioni analoghe fatte dai suoi colleghi.

    FLAVIO BRIATORE. Sul conto del fresco bi-campione del mondo esprime un parere anche Flavio Briatore. L’ex boss Renault F1 fa i complimenti a Vettel ma chiede di vederlo all’opera su una monoposto di pari livello rispetto a Ferrari e McLaren:“E’ bravo ma ha dovuto solo gestire la sua macchina fenomenale. Non è il migliore. Con la stessa macchina starebbe dietro a Lewis Hamilton e Fernando Alonso”. Briatore ama dare giudizi severi. Non sempre azzeccati. In giro per il paddock c’è chi lo sfotte per la celebre definizione di “paracarro” rivolta a Jenson Button che, da quel momento in poi, ha dimostrato ben altra pasta…