F1, Virtual Safety Car? Come funziona non è un mistero, ma…

F1, Virtual Safety Car? Come funziona non è un mistero, ma…
da in Fia, Formula 1 2017, Regolamento Formula 1
Ultimo aggiornamento: Domenica 01/11/2015 18:44

    F1 News, FIA: Virtual Safety Car? un mistero da svelare!

    Non è solo chi vi scrive ma l’intero mondo della Formula 1 non ha capito bene come funziona (o come dovrebbe funzionare) la Virtual Safety Car. L’ennesima dimostrazione è andata in scena durante il GP degli USA 2015. Alcuni piloti, vedi Rosberg su tutti, nell’arco di pochi giri hanno recuperato secondi su chi li precedeva fino ad arrivare al paradosso di sferrare un attacco, nella fattispecie il tedesco l’ha compiuto ai danni di Ricciardo, senza che l’avversario si fosse ancora reso conto che la gara stava ripartendo. E’ proprio l’australiano della Red Bull il primo ad uscire allo scoperto e criticare questa nuova forma di Safety Car virtuale. Segui insieme a noi LIVE in diretta la gara del Gran Premio del Messico di F1 2015.

    Il regolamento della Virtual Safety Car in Formula 1 è molto semplice, in verità. Dice che i piloti, qualora la direzione gara comunichi la presenza della VSC, devono mantenere una velocità lenta e prestabilita lungo i tre settori che compongono il giro di pista. Quando il pericolo è rientrato e tornano a sventolare le bandiere verdi, allora possono ricominciare a spingere a fondo. La prassi fino ad oggi ha detto, però, che qualche pilota ha un ritmo, pur se limitato, più veloce di qualche secondo rispetto all’avversario. Ciò significa trovarsi a recuperare secondi preziosi su chi precede o rifilare distacchi importanti a chi sta dietro. La domanda che dobbiamo farci, quindi, è solo una: in una F1 che dà penalità anche a chi starnuta durante il pit stop, perché chi trae vantaggio da questa manovra palesemente illegale non viene penalizzato?

    A rendere la Virtual Safety Car oggetto di contestazioni, c’è pure dell’altro. A parlarne è Daniel Ricciardo: “Quando siamo in regime di VSC si deve mantenere il divario ma Rosberg non è che fosse proprio attaccato a noi, era qualche secondo dietro. Poi l’ho visto avvicinarsi negli specchietti ed ho pensato che, prima della ripartenza, si sarebbe nuovamente distanziato ma, invece, mi ha persino sorpassato – ha ricostruito l’accaduto ad Austoport – Solo dopo aver subito il sorpasso ho visto le bandiere verdi. Non capisco cosa sia successo dato che ho seguito perfettamente la procedura”. Secondo l’australiano della Red Bull, la regola della Virtual Safety Car va rivista:“Non è ancora ben chiaro quando si può tornare a spingere. Per come è studiata la VSC, si deve rispettare un ritmo ben preciso durante tutti e tre i settori ma succede sempre un po’ di confusione e domenica scorsa è stato ancor più chiaro che in passato. Ad esempio, dare un messaggio ai piloti su quanto tempo manca alla fine della VSC potrebbe essere un aiuto. Stavolta Rosberg ne ha approfittato sorprendendo tutti ma resto ancora con dei dubbi su come abbia fatto ad avvicinarmi ed a sorpassarmi”, ha concluso Ricciardo.

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