Felipe Massa, campione o sopravvalutato? I numeri della carriera in Ferrari

Ripercorriamo la carriera di Felipe Massa in Ferrari e tutti i numeri del brasiliano

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    Felipe Massa ha salutato la Ferrari a Interlagos, chiudendo una parentesi lunga 8 anni, iniziata quando nel 2006 andò ad affiancare il Kaiser di Kerpen. Miglior maestro non poteva capitare al brasiliano, dopo tre stagioni alla Sauber nelle quali dimostrò una buona velocità ma mise in mostra anche tanti errori. Pausa di riflessione nel 2003, con il primo contatto in veste di collaudatore a Maranello, poi ancora Hinwil prima del balzo nel sedile che era stato del connazionale Barrichello.

    In tutti questi anni, Felipe Massa ha espresso potenzialità da campione o, più semplicemente, è stato un ottimo pilota ma decisamente sopravvalutato e con il manager giusto? Non possono collegarsi solo all’incidente dell’Hungaroring 2009 le prestazioni scadenti sfoggiate fino a quest’anno, c’è dell’altro e probabilmente Felipe il suo massimo lo aveva già raggiunto in quel 2008 da quasi-campione-del-mondo.

    La prima vittoria arriva sul circuito che più gioie gli regalerà in carriera, l’Istanbul Park, sul quale raccoglierà 3 successi e altrettante pole position. Vince davanti al plurititolato compagno di squadra e, probabilmente, in Ferrari si inizia a credere nel brasiliano come un candidato serio sul quale puntare per il dopo Schumacher. La presenza di Nicolas Todt come manager certamente ne agevola il percorso, anche quando negli anni successivi all’incidente di Budapest riesce a strappare il rinnovo nonostante prestazioni insufficienti.

    Con l’arrivo di Alonso il bilancio è fallimentare, raccoglie pochissimo ed è costretto anche a ingoiare bocconi amari, diventando di fatto un secondo pilota. L’ordine di scuderia del 2010 a Hockenheim e la penalizzazione a tavolino di Austin 2012 le manifestazioni più evidenti del nuovo “ruolo”. Sfoggia rari lampi di competitività, come Barcellona 2013, dove arriva l’ultimo podio della carriera rossa, ma per il resto è un portare in giro la monoposto in maniera il più delle volte anonima.

    Andrà vicino al titolo nel 2008, beffato dall’ultima curva, da Hamilton e Glock, dalla pioggia e da una Interlagos che gli resterà indigesta nonostante il trionfo in casa. Basta per definirlo un campione? Probabilmente no, perché il campione è colui che sa ripetersi, superare le difficoltà, mettersi alle spalle gli incidenti anche gravi e fare da guida al team. Felipe Massa rientra nella schiera di ottimi piloti e troverà la sua dimensione nel futuro che lo attende in Williams. Non resta che augurargli il meglio per la nuova esperienza e ripercorrere le cifre del suo passato tra Maranello e Hinwil.

    139 gran premi

    11 vittorie

    3 a Istanbul (GP Turchia); 2 a Sakhir (GP Bahrain) e Interlagos (GP Brasile); 1 a Magny Cours (GP Francia) Barcellona (GP Spagna), Spa (GP Belgio) e Nurburgring (GP Europa)

    14 giri più veloci

    15 pole position

    3 GP Turchia e GP Brasile; 2 GP Malesia; 1 GP Giappone, GP Bahrain, GP Spagna, GP Francia, GP Monaco, GP Europa, GP Singapore

    36 podi

    12 secondi posti, 13 terzi posti

    102 piazzamenti a punti

    885 giri al comando di un gran premio

    7928 giri totali in gara

    4268 km e 844 metri alla guida di un GP

    39705 km e 012 metri percorsi in gara