Felipe Massa in crisi? E’ normale dopo 5 anni di mazzate!

Felipe Massa è un pilota in crisi

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    felipe massa crisi ferrari 2007-2012

    Felipe Massa sta vivendo una crisi che va al di là delle proprie scarse o eccellenti abilità di guida. Il pilota Ferrari, però, può essere facilmente compreso se lo si vede come un normale essere umano, anziché – come siamo troppo spesso abituati a fare nei confronti di personaggi pubblici di ogni campo, dallo sport alla politica, per intenderci – immaginarlo al pari di un umanoide incapace di provare le più banali sensazioni emotive. Negli ultimi 5 anni di carriera, dal 2007 al 2011, ha raccolto una quantità di mazzate di tipo psicologico che avrebbero steso un gigante. Figurarsi un ragazzo che ha meno di trent’anni. Con questo non vogliamo scagionarlo dalle proprie responsabilità, sia chiaro. Per essere in Formula 1 a certi livelli si deve essere dei supereroi. Ma le tante circostanze sfavorevoli che hanno minato il suo cammino, meritano attenzione. Rivediamole.

    2007, mazzata 1: arriva Raikkonen e vince!

    Massa è al suo secondo anno in Ferrari. Nel 2006, a fianco di Schumacher, aveva dimostrato di poter vagamente reggere il confronto. Al posto del Kaiser viene chiamato un pilota velocissimo ma che non godrà – al contrario del brasiliano – del fattore ambientamento. La F2007 è un’ottima macchina. Pronti, via: è Raikkonen a vincere la prima gara. Pochi GP dopo i tifosi italiani già capiscono su quale pilota puntare. Spy story a parte, il biondo di Espoo mette Massa nell’angolo. Davanti al suo pubblico, il pilota di San Paolo è costretto a cedere la vittoria all’ultimo arrivato che si prende un mondiale incredibile. Che botta per il morale!

    2008, mazzata 2: quell’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultimo GP

    Nel 2008 Raikkonen conosce una serie di sfighe incredibili. In parte ci mette del suo dato che a Maranello molti si dicono convinti di aver trovato un Kimi troppo appagato per il titolo vinto l’anno precedente. Fatto sta che Massa riesce a tenere in piedi meritatamente il campionato fino all’ultimo Gran Premio. Taglia il traguardo da campione del mondo virtuale ma all’ultima curva Hamilton riesce a sorpassare Glock e si prende quel punticino in più in classifica che significa trionfo. Massa c’aveva creduto… Può succedere mai di peggio? Certo, vedi sotto…

    2009, mazzata 3: la molla, la paura!

    Qui la mazzata è reale. Durante le qualifiche del Gran Premio di Ungheria si stacca una molla dalla macchina di Rubens Barrichello e Felipe Massa viene colpito sul casco. Pochi centimetri più in là ed avrebbe rischiato un’occhio. Altri pochi millimetri ed in pericolo ci sarebbe stata la vita. La corsa in ospedale. Prima la paura poi la serenità. La stagione è finita. Con un dubbio: sarà in grado dopo questo shock di tornare quello di prima?

    2010, mazzata 4: arriva Alonso e prende il potere

    Con tanti punti interrogativi legati al suo ritorno dopo l’incidente di cui sopra, Massa deve accogliere all’interno del box quel mastino di Fernando Alonso. Lo spagnolo imita praticamente in tutto e per tutto Kimi Raikkonen mettendo di nuovo all’angolo il brasiliano. Dopo poche gare lo spagnolo è leader del box. Ad Hockenheim si consuma il momento più caldo della carriera di Massa in Ferrari. Gli viene chiesto di far passare Alonso, lui esegue in modo plateale e la FIA apre una indagine che non porterà danni per la scuderia del Cavallino Rampante. Ma, sicuramente, l’episodio ha picchiato duro sulla psicologia di un pilota già duramente provato da tutto quello che abbiamo fino ad ora elencato.

    2011, mazzata 5: mai così lento

    La colpa è della macchina. La colpa è delle gomme. Chissà. Il dato di fatto è che il depressissimo pilota reduce da 4 stagioni deludenti si affaccia al 2011 con la solita voglia di riscatto ma dopo pochissimi chilometri percorsi deve accettare un verdetto ferocissimo: la Ferrari è una vettura mediocre che solo Fernando Alonso riesce a far galleggiare. Il divario prestazionale con lo spagnolo diventa un solco incolmabile. L’asturiano tiene alta la bandiera. Il brasiliano la fa ammainare senza riuscire neanche una volta, una volta per sbaglio, a salire sul podio. Colpito…. affondato.

    2012, l’ultima chance

    Chi mai può ripigliarsi da un quadretto del genere? In un certo senso, al di là delle sue doti di guida, Felipe Massa ha tutto il diritto di non essere più lo stesso. La vera domanda da porci, a questo punto, è: il pilota di San Paolo può sperare di ritrovare il vecchio smalto cambiando scuderia, cambiando ambiente, cercando nuovi stimoli e nuove sfide oppure tutte queste sfortunate vicende che lo hanno visto protagonista lo hanno definitivamente bruciato rendendogli impossibile il tornare ad essere un pilota vincente?