Fernando Alonso, biografia e carriera del nuovo pilota McLaren [FOTO e VIDEO]

Ripercorriamo la carriera di Fernando Alonso, nuovo pilota Mclaren. I record, le vittorie, le delusioni e le polemiche intorno a un talento naturale.

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    Oggi è un giorno speciale, è ilritorno di Fernando Alonso alla McLaren. Dopo 5 anni di amore tra il Cavallino Rampante e il pilota è arrivata la definitiva e ufficiale rottura. La notizia era ormai nell’aria da diverso tempo ma solo stamattina è arrivato l’annuncio ufficiale del passaggio alla Mclaren. In onore dello spagnolo abbiamo voluto ripercorrere le tappe salienti della vita del due volte campione del mondo di Formula 1. In Spagna Alonso è considerato come un totem perché è stato il primo – e finora unico – campione in grado di affermarsi in monoposto. Due titoli iridati, un passaggio nelle scuderie più importanti, tante polemiche e un talento naturale difficile da mettere in dubbio. Piacerà o meno, ma l’asturiano di Oviedo ha il dna del campione; non è un mostro di simpatia, nelle ultime annate ha qualche volta di troppo esternato pubblicamente i malumori per una Ferrari non all’altezza, nonostante ciò, resta il pilota che ha saputo portare i maggiori risultati alla Rossa dopo l’era Schumacher e la parentesi Raikkonen. Ripercorriamo la carriera di Fernando, dall’esordio in kart fino alle cocenti delusioni iridate negli anni a Maranello.

    Le origini

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    Nasce da una famiglia normale, genitori certo non ricchi, con il padre kartista per passione. Quella passione che lo porterà a realizzare un kart per la figlia Lorena, ma la non scocca la scintilla, che invece c’è in Fernando. Inizia da qui l’ascesa verso la Formula 1. Dirà dopo il primo mondiale in Renault, nel 2005: le persone che devo ringraziare saranno tre o quattro, nessuno mi ha mai aiutato e quel che ho fatto me lo sono conquistato da me.

    Debutta sui kart nel 1988, a sette anni, e ce ne vorranno altri 10 per salire su una monoposto di Formula 1, dieci anni nei quali battaglia e agguanta il titolo mondiale nel 1996 a Gand, in Belgio. Deve ringraziare Adrian Campos, che gli assicura un test con la Minardi sul circuito di Albacete nel 1998. Tre giorni di prove per stupire, e ci riesce: eguaglia i tempi di Marc Gene, pilota decisamente più esperto.

    L’arrivo in Formula 1

    Passare dal kart alla Formula 1 non è (ancora) salto che si può fare. Così Alonso si fa le ossa nella palestra della Formula 3000, diventando nel 2000 terzo pilota sempre in Minardi. Rientra sotto l’ala protettiva di Flavio Briatore, che ne seguirà la carriera fino a oggi. Grazie al geometra di Cuneo, nel 2002 diventa collaudatore Renault, girando parecchio nel corso dell’anno e preparandosi per il debutto nel 2003 accanto a Jarno Trulli. C’è da dire che l’italiano sarà uno dei pochi piloti in grado di non subire Alonso, sapendo anzi eguagliarne e batterne le prestazioni. I galloni di predestinato arrivano in agosto, quando diventa il più giovane pilota ad aver vinto un gran premio in Formula 1: all’Hungaroring mette il sigillo su una classifica che poi lo vedrà scalzato da Vettel.

    I due titoli mondiali

    La stagione in cui esplode definitivamente è quella 2005, anno del titolo in Renault, agevolata dalle gomme Michelin e in lotta con la McLaren, veloce ma poco affidabile. Bisserà la corona iridata un anno dopo, tenendo testa a Schumacher. Un ruolo cruciale l’avrà il controverso mass damper, che dava una stabilità sui cordoli sconosciuta alla F2006. Complice il ritiro alla penultima gara in Giappone di Schumacher, Alonso metterà la seconda stella sul casco. Sarà l’ultima, fino a oggi.

    Il passaggio in McLaren nel 2007 non è il coronamento di un sogno, quanto l’inizio di un incubo con un nome e cognome chiaro: Lewis Hamilton. Gli inglesi coccolano il talento cresciuto in casa e il trattamento di favore non va giù a Fernando, finché si arriva allo strappo dell’Ungheria, con la manovra polemica in qualifica, quando resta fermo dopo il pit-stop per riprendersi il vantaggio che, a suo dire, gli sarebbe spettato nel primo run.

    Briatore e il crashgate

    Chiusura dell’esperienza McLaren in modo burrascoso, tanto da dover ripiegare su una Renault poco competitiva per il 2008. Vincerà comunque a Singapore, in quella che sarà la gara della vergogna, in cui Piquet Jr viene telecomandato a muro da Simonds e Briatore, consentendo ad Alonso di avvantaggiarsi dall’ingresso della safety car. I responsabili giurarono sempre che lo spagnolo era all’oscuro di tutto.

    Avara di soddisfazioni sarà anche l’annata 2009, così si prepara il passaggio in Ferrari nel 2010. Il primo anno può contare su una macchina competitiva e lotta per il titolo mondiale ad Abu Dhabi con Mark Webber e Vettel. La strategia errata dal muretto box lo costringerà a dannarsi l’anima dietro a Vitaly Petrov, mentre Vettel beffa tutti e si cuce il primo titolo sulla tuta.

    Gli anni in Rosso

    La macchina del 2011 non è per nulla competitiva e il mondiale resta utopia. Per casi fortuiti, nel 2012, torna a giocarsi il titolo: le prime gare sorridono a una F2012 in deficit prestazionale, con 8 diversi vincitori in altrettante gare e si arriva a Interlagos con un situazione in cui tutto è aperto. Nonostante l’avvio disastroso di Vettel, il tedesco rimonterà e andrà a beffare ancora Fernando, alle prese con una monoposto inferiore alla concorrenza. Il 2013 andrà ancora peggio, perché se l’avvio è promettente, il cambio regolamentare e di gomme a metà stagione affossa le chance della Rossa, comunque incapace di assicurare lo sviluppo che in Red Bull porterà Vettel al quarto mondiale di fila.

    Il 2014

    Il mondiale 2014 è stato simile ai precedenti. Ferrari lenta e lontana anni luce dalle Mercedes e Alonso costretto a lottare con una monoposto inferiore anche a Red Bull e Williams. Ad una gara dal termine, il bottino stagionale dello spagnolo recita: zero vittorie, un secondo posto in Ungheria e un terzo in Cina. Ad Abu Dhabi lotterà contro Sebastian Vettel e Valterri Bottas per il quarto posto iridato. Una miseria se si pensa che chiuderà con la metà dei punti di Hamilton o Rosberg. Ora l’addio ufficiale alle Ferrari per cercare di tornare a vincere il mondiale con la nuova McLaren Honda. Il 33 enne spagnolo, nei 5 anni in Ferrari, ha collezionato 11 vittorie, 43 podi e 1186 punti iridati.

    Il ritorno in McLaren

    L’11 dicembre 2014 torna in McLaren, da quel Ron Dennis da cui è scappato ormai sette anni fa. Jenson Button sarà il suo compagno di squadra. L’impresa sarà dura, quasi impossibile, ma la Honda gode di grande fama. Tornerà competitivo sulla vettura di Woking?

    Fabiano Polimeni